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Il valore dell’acqua per il nostro organismo

Durante l’Open Factory, Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino, ha illustrato il valore dell’acqua per il nostro organismo

MILANO – Aprire al grande pubblico un centinaio di imprese, per raccontarne la storia, svelarne i segreti e costruire una vetrina per presentare le capacità manifatturiere italiane. Sono le finalità di Open Factory, l’iniziativa promossa da Italy post e L’Economia-Corriere della Sera, al quale ha aderito anche il Gruppo Sanpellegrino che ha aperto le porte di Acqua Panna per far conoscere il valore dell’acqua minerale.

Tra gli altri è intervenuto anche il Dott. Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation ne ha parlato in occasione della rassegna Open Factory.

Il valore dell’acqua

è indispensabile per il nostro organismo per le sue molteplici funzioni:

•          svolge  attività  di  solvente e,  partecipando alle  principali  reazioni chimiche,  favorisce  l'assorbimento dei nutrienti contenuti  negli alimenti;

•            è una ricca fonte di sali minerali;

•          regola la temperatura corporea ed il volume cellulare;

•          favorisce   l’eliminazione  delle scorie del metabolismo,  delle  tossine   e  anche     di eventuali farmaci assunti (azione diuretica);

•          favorisce il buon funzionamento del fegato e dell'apparato digerente (azione antistipsi).

Fabbisogno e perdite

Il fabbisogno idrico varia a seconda delle condizioni climatiche, dell’attività fisica svolta e del tipo di alimentazione. Per un adulto è di circa 1 g/kcal al giorno mentre per i bambini è di circa 1,5 g/kcal al giorno.

L’acqua presente nel corpo umano è di due tipi:

  • Esogena: è quella che viene introdotta con le bevande e con il cibo
  • Endogena: è quella che viene prodotta con il metabolismo cellulare ma che risulta insufficiente per coprire il fabbisogno giornaliero

Quotidianamente il nostro organismo perde acqua attraverso funzioni note e altre di cui spesso non abbiamo consapevolezza. In sostanza le perdite idriche si suddividono in:

  • Renali: attraverso le urine si perdono tra i 1.200-1.500 ml di acqua al giorno
  • Extrarenali: con la sudorazione perdiamo in media 500 ml mentre con la respirazione circa 400 ml

Per mantenere il corpo correttamente idratato è indispensabile che le entrate e le uscite si equivalgano.

Le conseguenze della disidratazione

Se già solo la perdita dello 0,5% di peso corporeo tramite liquidi accende un campanello d’allarme per il nostro organismo che si manifesta con la sete, Il deficit idrico, ovvero quando le perdite di acqua sono maggiori rispetto alle entrate nel nostro organismo, può portare a disidratazione, le cui conseguenze non sono da sottovalutare.

Due fra tutte: si riduce il volume cellulare del plasma sanguigno per cui l’ossigeno e i nutrienti vengono distribuiti con difficoltà al cervello e agli altri tessuti; si perde il controllo della termoregolazione per cui aumenta la temperatura corporea, in quanto l’evaporazione di acqua dalla pelle è il modo in cui viene sottratto calore al corpo.

di Prisca Peroni

3 dicembre 2018