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L'esperto: "Il rischio disidratazione dell'anziano è sottovalutato"

Massimo Venturelli, docente di Scienze Biomediche all'Università di Milano, spiega in un'intervista quali sono i rischi e le problematiche cui vanno incontro gli anziani con l'aumento delle...

Intervista a Massimo Venturelli docente di Scienze Biomediche all’Università di Milano

Tra i rischi dovuti al primo caldo, quanto è frequente tra gli anziani quello della disidratazione?

Durante i periodi estivi, e indipendentemente dall’età, la disidratazione è un rischio da non sottovalutare e sicuramente questo rischio è accentuato nella popolazione anziana. Gli anziani tendono bere meno rispetto alle persone giovani, inoltre a questo diminuito apporto di liquidi si deve necessariamente sommare la diminuita quantità di liquidi che il corpo di una persona anziana evidenzia. Purtroppo con l’avanzare dell’età avvengono alcuni fisiologici adattamenti soprattutto a carico delle strutture muscolari, riducendone il volume, e di conseguenza anche il contenuto di liquidi. Anche l’equilibrio elettrolitico è spesso alterato nelle persone molto anziane, per un ridotto funzionamento renale, e per diete spesso troppo ricche di sale. Perciò sarebbe necessario aumentare l’apporto di liquidi nel periodo estivo, proprio perché la sudorazione aumenta per compensare l’aumento della temperatura e mantenere la termoregolazione del corpo. Purtroppo molto spesso gli anziani non aumentano l’apporto di liquidi nei periodi più caldi dell’anno andando incontro a cali di pressione sanguigna e rischi di sincope.

Ritiene che c’è coscienza sui rischi che la disidratazione può portare per la salute dell’anziano?

Purtroppo il rischio di disidratazione dell’anziano è fortemente sottovalutato, questo problema è probabilmente causato da alcuni fattori, per esempio il vivere in un clima temperato e relativamente umido implica uno stimolo all’assunzione di liquidi più basso del dovuto.

Quali sono i consigli per gli anziani da seguire per ridurre al minimo il rischio disidratazione?

Potrebbe essere scontato il sottolineare che bisogna bere acqua con un corretto e bilanciato contenuto di sali minerali, ma purtroppo la realtà è che gli anziani non bevono abbastanza acqua, o che spesso sostituiscono l’acqua con altre bevande con elevati contenuti di zuccheri (succhi di frutta, o bibite zuccherate), aumentando così il rischio di diabete. Il consiglio perciò più corretto sarebbe il bere acqua in piccole quantità ma spesso durante la giornata.

Quanta acqua bisogna bere in relazione all’età e alle condizioni di salute?

L’apporto di liquidi dipende innanzi tutto dal peso della persona, dal livello di sudorazione, e dalla diuresi. Inoltre, è necessario mantenere un corretto equilibrio di elettroliti, è perciò difficile dire quanta acqua deve essere ingerita, perché dipende dal livello d’idratazione. Indicativamente una persona sana normopeso dovrebbe bere almeno 1.5 litri di acqua al giorno, ma qualora il livello di sudorazione aumentasse o la pressione sanguigna fosse più alta del normale (esempio nell’anziano iperteso) l’assunzione di liquidi deve aumentare.

Parlando di idratazione, ci sono delle acque particolari che preparano al meglio l’organismo in vista del primo caldo?

Sicuramente un’acqua che apporta un corretto e bilanciato contenuto di elettroliti è la miglior scelta. Questo è necessario per compensare la perdita di liquidi prevenendo così la disidratazione, ma contemporaneamente favorire il reintegro di sali minerali assolutamente necessari per tutte le funzioni fisiologiche del corpo.

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aggiornato il 30 maggio 2014