Sull’Acqua di Marteen van den Brink Storia di Amicizia e Amore per Acqua e Canottaggio  – In a Bottle

“Sull’acqua”, storia di un’amicizia indelebile nata grazie all’amore per il mare

Esce a gennaio in una nuova edizione il pluripremiato libro dello scrittore olandese Marteen van den Brink

MILANO - Un trascinante amore per l'acqua ed una profonda passione per il canottaggio. Torna in libreria, a gennaio, “Sull’acqua”, il pluripremiato romanzo d’esordio dello scrittore olandese Hans Marteen van den Brink. Il libro narra la storia di una grande amicizia consolidata da lunghi allenamenti e successi inattesi, con sullo sfondo l’elemento “acqua” che fa da filo conduttore nelle vite di Anton e David.

La trama del libro “Sull’Acqua” di Hans Marteen van den Brink

Ad Amsterdam, nella calda estate del 1939, due ragazzi di diciassette anni vogano sulle acque cristalline dell’Amstel. Il fiume scorre lento, Anton e David formano un’unità armoniosa con la barca, l’acqua ed il cielo. La loro felicità è fatta di “carne, muscoli, sole e legno, acqua e pietra”. Mentre l’Europa trattiene il respiro davanti allo spettro della guerra che la minaccia, la vita di Anton e David è lì sul fiume, quando si allenano, nel riflesso abbagliante del sole sullo scalmo di rame – due corpi che eseguono gli stessi movimenti, perfettamente sincronizzati, scivolando sull’acqua. Cinque anni dopo, seduto su un pontile con lo sguardo rivolto al club di canottaggio abbandonato, nella notte lacerata dal rumore degli aerei diretti al Fronte orientale, Anton ricorda: la fuga dal quartiere popolare per diventare parte di un mondo che non era il suo, l’amicizia con David, il ragazzo ebreo che a quel mondo invece apparteneva, l’allenatore tedesco che sognava le Olimpiadi per loro. La guerra è sullo sfondo, la casa di David è vuota; la memoria di un’amicizia consolidata dalla condivisione di estenuanti allenamenti sull’acqua rimane viva nel corpo e nella mente.

L’autore Hans Marteen van den Brink

Sull’acqua” è l’acclamato romanzo d’esordio dello scrittore olandese van den Brink, accostato da André Aciman ad “A voce alta” di Bernard Schlink e a “Tu, mio” di Erri De Luca per la capacità di infondere una luce tragica all’imperturbabilità della giovinezza e all’ansia della memoria. Nato ad Oegstgeest nel 1956, van den Brink è autore di saggi e romanzi. Il libro “Sull’acqua” è stato tradotto in quattordici lingue, premiato con l’Euregio Prijs in Olanda, finalista al Prix Femina e al Prix Médicis in Francia, all’Independent Foreign Fiction Prize del quotidiano “The Independent” in Inghilterra. Prossimamente, per Marsilio uscirà il suo nuovo romanzo dal titolo “Il peso del tempo”.

di Michael Dones

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8 Gennaio 2020