Vjosa: il primo Parco Nazionale Fluviale Selvaggio in Europa

Vjosa: il primo Parco Nazionale Fluviale Selvaggio in Europa

Il grande passo dell’Albania nella tutela degli ecosistemi fluviali. Un esempio virtuoso della tutela ambientale

MILANO – Il fiume Vjosa e il suo ecosistema sono diventati il primo Parco Nazionale Fluviale Selvaggio in Europa. Un risultato collettivo, raggiunto grazie all’impegno del governo albanese, alle ONG ambientaliste albanesi e internazionali e al CEO di Patagonia Ryan Gellert.

Il Parco Nazionale Fluviale Selvaggio di Vjosa 

A distanza di anni il sogno è diventato realtà: il Primo Ministro dell’Albania, Edi Rama, ha annunciato l’istituzione del primo Parco Nazionale Fluviale Selvaggio in Europa, nel corso di una cerimonia al Castello di Tepelenë, che si affaccia sul fiume Vjosa. Il capo di stato ha definito la creazione del parco nazionale un “vero momento storico” per la natura e per lo sviluppo sociale ed economico. Ha dichiarato “Da oggi proteggiamo una volta per tutte l’unico fiume selvaggio/incontaminato in Europa” e ha definito questo passo in avanti come un “cambio di mentalità”.

Al parco è stato attribuito lo status “IUCN category II”, un alto livello di protezione, creato proprio per proteggere gli ecosistemi e le specie e per proibire sia la costruzione di dighe che l’estrazione di ghiaia. Tale categorizzazione sarà attiva a partire dal 2024. Secondo Ryan Gellert, il CEO di Patagonia, azienda leader dell’abbigliamento outdoor molto impegnata nel tema della sostenibilità ambientale, la collaborazione tra governo e ONG incarna il potere delle azioni collettive. Dell’esempio albanese ha detto “Speriamo che possa ispirare anche altre realtà ad unirsi per proteggere in modo significativo i luoghi incontaminati che rimangono” e ha aggiunto “il parco è la dimostrazione che la distruzione della natura non deve essere il prezzo del progresso”.

La campagna Save the Blue Heart of Europe 

Negli ultimi dieci anni l’Albania, come altri Paesi balcanici, ha visto un rapido incremento della costruzione di industrie idroelettriche. In risposta a questo fenomeno, è nata la campagna “Save the Blue Heart of Europe”, per salvare gli ultimi fiumi selvaggi rimasti nei Balcani. La campagna è stata coordinata dalle ONG Riverwatch ed EuroNatur e implementata grazie al supporto di due organizzazioni partner locali EcoAlbania, in Albania e MedINA, in Grecia. Un impegno sostenuto anche dall’azienda Patagonia, che nel 2019 ha realizzato un documentario sull’argomento, dal titolo “Blue Heart”. La mobilitazione ha portato, il 13 giugno 2021, alla sottoscrizione di un Memorandum di intesa in cui il governo albanese si è impegnato a collaborare con l’azienda Patagonia e le ONG albanesi e internazionali, tra cui EuroNatur, Riverwatch, EcoAlbania, per l’istituzione del Parco Nazionale del fiume selvaggio Vjosa. In virtù dell’accordo firmato, il governo albanese e Patagonia si impegnavano ad elevare il livello di protezione del bacino e dell’ecosistema fluviale del fiume Vjosa e dei suoi affluenti.

L’ecosistema del Parco Nazionale Fluviale Selvaggio di Vjosa 

Il Vjosa è oggi la casa di più di 1.000 specie di animali e piante. Si estende per 168 miglia, nasce dalla catena montuosa del Pindo, in Grecia e attraverso stretti canyon, pianure e foreste, sfocia nel Mar Adriatico. É ricco di specie acquatiche e ospita una moltitudine di specie selvagge, tra cui due in via di estinzione: il Capovaccaio e la Lince Balcanica. Per anni, il fragile ecosistema del Vjosa è stato minacciato da un progetto che prevedeva la costruzione di quarantacinque centrali idroelettriche nella regione. Per questa ragione nel 2021 è stato inserito, assieme al fiume austriaco Isel e al polacco Vistula, nel “WWF 10 Rivers at Risk Report”. Il report sottolineava come la costruzione delle due centrali di Kalivac e Pocem, avrebbero potuto impedire ai pesci migratori e alle anguille, specie in via di estinzione, di attraversare più di due terzi dei 110 chilometri della rete fluviale. Oltre alle perdite in termini di biodiversità, le dighe avrebbero portato anche ad accumulare circa 5 milioni di tonnellate di sedimenti ogni anno. Secondo le proiezioni del report WWF, il terreno coltivabile ne avrebbe risentito perché i sedimenti avrebbero causato continue inondazioni, che avrebbero costretto le comunità locali a migrare in altri luoghi più ospitali. Tale scenario avrebbe inciso negativamente anche sul turismo locale.

Il Parco Nazionale Fluviale Selvaggio di Vjosa: nuova meta di ecoturismo

Si prevede che la creazione del Parco Nazionale Fluviale Selvaggio del Vjosa influenzerà positivamente il turismo dell’Albania. La Ministra del Turismo e dell’Ambiente albanese, Mirela Kumbaro Furxhi, ha dichiarato che “Il Vjosa è un simbolo della storia umana ed è un’importante parte della storia del nostro Paese” e anche “Forse l’Albania non ha il potere di cambiar il mondo, ma può creare modelli di successo per proteggere le biodiversità e il patrimonio naturale”. Il Paese balcanico, che lo scorso anno ha attirato più di 7.5 milioni di visitatori, più del doppio della sua popolazione, spera di far rinascere i borghi della regione del Vjosa rendendoli mete di ecoturismo. Già molti business di piccole dimensioni e imprese di ecoturismo di piccolo dimensioni sono nate, in risposta anche al crescente numero di turisti nella zona.

Di Carola Bernardo

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