L'acqua in bottiglia è la 'riserva di salute' fuori casa

In viaggio, all'aperto, in un posto pubblico affollato, avere una bottiglietta d'acqua sempre con sé aiuta a prevenire i fastidi della micro-disidratazione, come mal di testa e stati confusionali...

Nei posti affollati o in viaggio, le bottigliette d’acqua rappresentano un aiuto alla portata di tutti

MILANO - L’acqua in bottiglia rappresenta la propria riserva di salute, da portare sempre in giro quando si è fuori casa. A sostenerlo Giovanni Scapagnini, professore Associato di Biochimica Clinica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi del Molise e membro direttivo della società italiana di nutraceutica SINuT. Scapagnini analizza i fastidi dovuti alla micro-disidratazione e l’importanza di bere costantemente, in particolar modo in viaggio, in treno come in aereo, e nei luoghi pubblici, soprattutto se affollati.

RISERVA DI SALUTE - In molte circostanze, sia che ci si trovi all’aperto che in uno spazio chiuso, il riscaldamento dell’ambiente e l’affollamento può condizionare il nostro stato di salute. Gli uffici e i luoghi affollati rappresentano delle situazioni ambientali che possono favorire quelle che Giovanni Scapagnini chiama micro-disidratazioni. ”In queste situazioni - afferma - le micro-disidratazioni sono molto più possibili di quello che si pensi. Non si arriva a disidratazioni patologiche, che mettono a rischio la salute della persona, però si può incorrere a sintomi tipicamente correlati allo squilibrio idrosalino come stati confusionali e mal di testa, che condizionano la nostra attività”. Il consiglio dell’esperto è quello di favorire la continua idratazione, che può portare solo benefici per l’organismo. Come? Scapagnini consiglia di portarsi una bottiglietta d’acqua sempre con sé, magari in borsa, insieme agli altri oggetti che portiamo sempre dietro con noi. “La bottiglietta d’acqua minerale rappresenta una nostra piccola riserva di salute, un pezzo della nostra salute quotidiana che occorre sempre portarsi dietro”.

ATTENZIONE AGLI ANZIANI Bere acqua in maniera costante nei luoghi pubblici, o più in generale quando si è fuori casa, è importante. Scapagnini individua negli anziani la categoria che può risentire di più di una non corretta idratazione. “I soggetti maggiormente a rischio sono bambini e anziani. Quest’ultimi ancor di più, perché col passare degli anni perdono la memoria, lo stimolo della sete, e spesso hanno dei problemi di termoregolazione fisica. Questo è anche un dato fisiologico riconosciuto, e che porta spesso le persone di una certa età a non essere più in grado di attivare dei meccanismi di difesa”. Essi, indipendentemente dalla temperatura e dalle caratteristiche ambientali, sono quindi i soggetti che rischiano maggiormente di non idratarsi correttamente.

OCCHIO AGLI SBALZI TERMICI - Il caldo ambientale rappresenta un ulteriore fattore. Se l’afa estiva può aumentare lo stimolo della sete, con relativo impegno nei luoghi pubblici da parte delle autorità e del servizio civile nel distribuire bottiglie d’acqua nei posti affollati, anche l’inverno e gli sbalzi termici che avvengono quando si passa da un ambiente chiuso ad un altro aperto può comportare problematicità. Scapagnini riporta l’esempio emblematico dei giovani che usano fare attività fisica. “I giovani che fanno palestra l’inverno si espongono a sbalzi di temperatura che favoriscono fenomeni di disidratazione, in quanto passano da un ambiente esterno, freddo, ad uno chiuso, con una temperatura standard e con il proprio organismo che, durante l’attività fisica, si riscalda. Soprattutto in questa circostanza, consiglio di stare attenti e d’idratarsi in maniera corretta”.

IDRATAZIONE DI QUALITA’ - Nei lunghi viaggi in treno o in aereo, Scapagnini consiglia di “bere moltissima acqua, in particolar modo perché in questi casi c’è il problema della stasi”. Negli ambienti affollati, come nei palazzetti o all’aperto quando si tengono dei concerti o nelle discoteche, secondo Scapagnini si può incorrere in una variabile ulteriore. “Una delle cose più disidratanti in assoluto, in questi posti, è l’alcool. Bevendo sostanze zuccherine, o bevendo alcolici, non facciamo altro che peggiorare la situazione in termini di idratazione. Bere alcolici aumenta la disidratazione e lo squilibrio idrosalino, con conseguente perdita di liquidi a livello gastrico e a tutta una serie di problematiche che peggiorano lo stato di disidratazione”. Anche in questo caso, la bottiglietta d’acqua nella propria borsa sarebbe il rimedio migliore. “Quando si ha sete - conclude Scapagnini - non c’è niente di meglio che bere acqua, o al limite frutta o cibi ad alto carico liquido ma con zucchero poco assorbibile”.

aggiornato l'11 luglio 2014