La crioterapia potrebbe curare anche il cancro

La crioterapia potrebbe curare anche il cancro

La crioterapia, pratica che è iniziata nel 1978 con il medico giapponese Toshima Yamauchi, potrebbe essere utile nella lotta contro il cancro

MILANO Sottoporre il proprio corpo a temperature glaciali per combattere i malanni del corpo. Come riporta il Times, la crioterapia è un trattamento clinico alternativo, che sfrutta le temperature polari per curare malattie e le imperfezioni estetiche del corpo.

Una relazione sulla criochirurgia pubblicata dal Journal of the Royal Society of Medicine – e riportata appunto dal media britannico - sostiene che già gli antichi egizi erano a conoscenza delle proprietà analgesiche e anti-infiammatorie del freddo, anche se ufficialmente la pratica sarebbe stata lanciata dal medico giapponese Toshima Yamauchi a partire dal 1978.

Una terapia che secondo gli esperti potrebbe diventare utile nella lotta contro il cancro.

Contro il cancro

I medici oggi usano questo metodo per trattare il cancro, in particolare i tumori della prostata, della cervice e del polmone. 

E’ stato recentemente presentato anche come un mezzo per prevenire la perdita dei capelli dei pazienti in chemioterapia

L'uso di temperature glaciali è utile anche per trattare l'artrite e dolori articolari. Si tratta di un'estensione ad alta tecnologia dei vecchi trattamenti.

E’ sempre più utilizzato da atleti e professionisti: dalle squadre di calcio di prima divisione a quelle della NBA fino alla NHL.

L’esposizione al freddo non deve essere troppo prolungata, perché potrebbe causare congelamento o lesioni permanenti.

Serve solo il giusto tempo alla pelle di riuscire ad inviare messaggi al cervello che agiscono come stimolante per le funzioni di regolamentazione del corpo. 

La crioterapia ha un’incredibile effetto anti-invecchiamento e anti-infiammatorio.

Altri benefici sono la perdita di peso e dei disturbi articolari.

Criosauna

La criosauna di tratta di una specie di cella frigorifera o capsula, all'interno della quale viene vaporizzato azoto liquido, che raggiunge temperature comprese tra i 110 e i 170 gradi sotto zero, creando così un ambiente secco e asciutto.

Il trattamento deve essere molto breve, al massimo tre minuti, e abitualmente solo il tronco gode dei benefici del freddo, mentre spalle, collo e testa rimangono all’esterno.

All’occorrenza, si può tuttavia concentrare l’azione del freddo solo sugli arti interessati.

Questo tipo di terapia comporta apparecchiature economicamente impegnative.

di Alessandro Conte

17 gennaio 2018

source: Times