You are here

Il prof. Giuseppe Paolisso dell'Università di Napoli spiega il rapporto tra anziani e idratazione

Come gli anziani possono affrontare l'aumento delle temperature, mantenendo un corretto livello di idratazione? I suggerimenti del Prof. Giuseppe Paolisso, Preside della Facoltà di Medicina e...

I consigli del Prof. Paolisso, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Seconda Università degli Studi di Napoli e Presidente della S.I.G.G.

MILANO - Con l’arrivo della stagione estiva e l’aumento delle temperature cresce il rischio di disidratazione per le persone più anziane. Fattori correlati, la loro diminuita capacità nel percepire la disidratazione, il ridotto senso di sete e i tempi di recupero più lunghi. Tutto questo aggrava quindi il rischio di incorrere in conseguenze spiacevoli, spesso anche molto gravi. Come e quanto idratarsi quindi? Qui di seguito i suggerimenti del Prof. Giuseppe Paolisso, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Seconda Università degli Studi di Napoli, e Presidente della Società italiana di Gerontologia e Geriatria.

Quanto è importante l’idratazione negli anziani?

L’idratazione negli anziani è fondamentale perché tutti gli organi ed apparati hanno bisogno della giusta quantità di acqua per poter ben funzionare . Poiché con il progredire dell’età la quantità di acqua in ciascun organo si riduce , la disidratazione può provocare gravi scompensi funzionali in organi essenziali quali il rene ed il cervello. Evidenti segni sono il disorientamento spazio–temporale che spesso colpisce gli anziani ch non si sono adeguatamente protetti in corso di ondata di calore, disorientamento che regredisce dopo adeguata assunzione di acqua.

Perché gli anziani hanno un rischio di disidratazione più alto?

Con il passare del tempo tutte le persone riducono il senso della sete per cui sono più esposti al rischio di disidratazione. Tali problematiche sono particolarmente evidenti nell’anziano, a cui pertanto si consiglia di bere almeno 1,5 – 2,0 litri di acqua al giorno anche se è assente il senso di sete

Quali sono i rischi conseguenti ad un cattivo livello di idratazione?

La maggior parte degli organi hanno seri problemi di funzionamento, ma quelli più gravi riguardano il cervello ed i reni, per cui il paziente può presentare insufficienza renale e sintomi di disorientamento tipo demenza  che però regrediscono non appena il paziente viene reidratato.

Quali accorgimenti dovrebbero adottare i soggetti anziani durante la stagione calda per ridurre il rischio di disidratazione?

Tutti i soggetti anziani dovrebbero bere almeno 1,5-2,0 litri di acqua al giorno per evitare la disidratazione e questo obiettivo deve essere raggiunto indipendentemente dal senso della sete. Nei periodi particolarmente caldi si può anche arrivare a 3.0 litri al giorno. Questa quantità di acqua giornaliera va però rivalutata al ribasso nei pazienti con scompenso cardiaco dove un eccesso di acqua può essere particolarmente dannosa .

In che modo l’acqua minerale favorisce il reintegro dei Sali minerali durante la stagione estiva?

Con il caldo oltre a perdere liquidi si perdono anche sali minerali. E’bene ripristinare anche il patrimonio dei sali minerali nelle giuste quantità, il che vuol dire non necessariamente facendo uso di acque minerali con alto residuo fisso o facendo uso di integratori . Consigliate sono anche le acque minerali a residuo fisso medio /basso e l’ incremento dell’utilizzo di molta frutta e verdura che permette di re-integrare la giusta dose ed il giusto mix di sali minerali.

aggiornato il 18 giugno 2013