Architetture sostenibili per i luoghi di cultura: il progetto del MiC

Architetture sostenibili per i luoghi di cultura: il progetto del MiC

Il Ministero della Cultura stanzia 540 mila euro per un programma di ricerca per la promozione di architetture sostenibili dedicate ai luoghi di cultura.

MILANO – Il nome del programma è Architetture Sostenibili X, e lo scopo è chiaro: la promozione dell’architettura contemporanea italiana, con un occhio particolare verso la salvaguardia dell’ambiente. L’obiettivo del progetto è, infatti, preciso: verificare la sperimentazione di architetture modulari adattive, flessibili, riciclabili, leggere e a basso impatto ambientale, che siano smontabili e riutilizzabili, di modo da allungare il ciclo di vita dei singoli componenti e renderli così interscambiabili.

La prima edizione di questo progetto vuole dunque contribuire alla realizzazione di uno sviluppo globale più sostenibile, grazie alla promozione di reti internazionali di ricerca e al sostegno alla formazione dei giovani architetti italiani.

Lo stanziamento dei fondi

La Direzione Generale Creatività Contemporanea ha stanziato in totale 540 mila euro, articolati in due specifici ambiti di intervento: la Sezione 1, per la realizzazione di architetture sostenibili per i luoghi della cultura italiani, alla quale sono destinati 340.000 euro volti a finanziare la progettazione e la realizzazione di architetture modulari e allestimenti espositivi; la Sezione 2, dedicata alla promozione internazionale dell’architettura sostenibile italiana, alla quale sono destinati invece 200.000 euro, è ulteriormente articolata in due azioni. L’Azione I è, infatti, volta all’attivazione di reti di ricerca, di percorsi di formazione e di divulgazione di progetti significativi sui temi dell’ecosostenibilità nei luoghi della cultura in Italia, in collaborazione con istituzioni culturali e scientifiche internazionali; l’Azione II è destinata al sostegno della formazione di architetti sui temi della sostenibilità, sempre presso istituzioni culturali e scientifiche internazionali.

Chi può fare domanda

Sono, inoltre, state stabilite le linee guida che determinano in modo accurato la partecipazione al bando. Musei, archivi, biblioteche, parchi archeologici e complessi monumentali potranno presentare domanda per entrambe le Sezioni.

Per la Sezione 2, invece, potranno candidarsi anche altri enti, come ad esempio istituti pubblici, soggetti pubblici o privati senza scopo di lucro, che però nel loro operato sono  dedicati al campo culturale o scientifico, come ad esempio istituti universitari o centri di ricerca.  Non sono escluse nemmeno le associazioni, le fondazioni e gli enti del Terzo settore senza scopo di lucro, che potranno ugualmente fare domanda di partecipazione.

Per quanto riguarda la Sezione 2 – Azione I, dedicata alla formazione del personale specializzato, potranno concorrere numerose figure nell’ambito accademico, come, ad esempio, ricercatori, specializzati, dottorati e laureati in Architettura, oppure anche professionisti che svolgono una comprovata attività di ricerca e progettazione nel settore.

I soggetti che si vogliono proporre per entrambe le Sezioni dovranno presentare progetti innovativi per la realizzazione o lo studio di strutture che riducano l’impatto sull’ambiente. Ad esempio, dovranno adottare soluzioni che abbiano una particolare attenzione ai materiali, al consumo di energia nei processi produttivi e alle emissioni di CO2. Avranno l’opportunità di ideare materiali sostenibili e innovativi, e presentare progetti che diminuiscano l’uso degli imballaggi e dei prodotti usa-e-getta, favorendo il compostaggio e le operazioni di divisione e separazione.

Infine, gli studi presentati dovranno essere basati su sistemi rigenerabili o riciclabili, cosicché alla fine del loro ciclo di vita possano essere facilmente smontabili in singoli elementi: in questo modo, sarà possibile il riutilizzo di parte dei componenti, un trasporto più agile ed un significativo risparmio di mezzi e risorse.

Di Sara Aimone

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