Internet sott’acqua, una tecnologia tutta italiana - In a Bottle

Internet sott’acqua, una tecnologia tutta italiana

L’azienda italiana Wsense è specializzata nella creazione di sistemi di comunicazione wireless subacquei, importanti per la gestione sostenibile delle risorse sottomarine.

MILANO – Internet e le reti wi-fi ci permettono di rimanere collegati in qualsiasi luogo in cui ci troviamo, iperconnessi con oggetti e persone maniera istantanea. C’è chi da anni è al lavoro per replicare tale connettività anche sul fondo di mari e oceani: l’azienda romana Wsense da anni lavora allo sviluppo dell’Internet of Underwater Things, le reti di strumenti e sensori con cui monitorare, analizzare, mappare e gestire il mondo sottomarino.

Esplorare le potenzialità dei fondali sottomarini

Nata nel 2012 come spin-off dell’Università Sapienza, Wsense è specializzata nella messa a punto di soluzioni tecnologicamente avanzate e a basso costo per il monitoraggio terrestre e sottomarino attraverso reti di sensori. Nel corso di pochi anni l’azienda è diventata un punto di riferimento in una quantità di progetti votati ad “esplorare” le potenzialità degli abissi sottomarini, tanto da essere diventata strategic partner del Noc (National Oceanographic Centre) di Southampton, uno dei più autorevoli cluster di ricerca mondiali.

In dieci anni di attività, Wsense ha sviluppato soluzioni brevettate in Europa, Stati Uniti e Israele che superano questo problema implementando tecnologie di tipo Optical Wireless Communications come ad esempio la Visible Light Communication (o VLC). Essa consente di trasmettere informazioni a larga banda modulando luci led, o i sistemi di comunicazione acustica multifrequenza, coprendo distanze anche lunghissime ma trasferendo piccole quantità di dati.

Le nuove sfide che adesso attendono Chiara Petrioli, direttore ricerca e sviluppo per Wsense, ed il suo team è l’aumento della portata del segnale wi-fi sott’acqua. Prima di Wsense, l’unica soluzione possibile era il costoso cablaggio di specifiche porzioni di fondale, realizzato utilizzando tecnologie proprietarie e chiuse.

L’importanza dell’Internet of Underwater Things

Ma perché è così importante avere connessioni internet efficienti nei mari e negli oceani, di device subacquei, sensori e reti in grado di comunicare fra loro e trasmettere dati ad alta velocità a profondità inedite? Creare un Internet of Underwater Things è fondamentale per conoscere meglio ciò che succede sotto la superficie marina, che ricopre il 71% del pianeta, gestire meglio le risorse di mari e oceani per produrre energia, estrarre i minerali necessari all’industria o come fonte di cibo, monitorare e prendersi cura dei beni culturali sommersi e soprattutto comprendere meglio fenomeni come il cambiamento climatico attraverso tecnologie non invasive.

Di Rossella Digiacomo

Source: Adobe Stock

7 Luglio 2020