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Perché i cambiamenti climatici influenzeranno i prossimi 10 mila anni alt_tag

Perché i cambiamenti climatici influenzeranno i prossimi 10mila anni

Nature Climate Change: il ricorso a energie rinnovabili si pone necessario per scongiurare uno scenario apocalittico

MILANO – Sembra essere la trama di un film di fantascienza ma invece è pura realtà. Ci aspettano 10 anni di pericoli dettati dai cambiamenti climatici, la maggior parte dei quali dovuti alle azioni dell’uomo. A giungere a questa conclusione sono alcuni importanti esperti che hanno pubblicato uno studio su Nature Climate Change per fare luce sul futuro che verrà.

Una prospettiva più ampia

La prospettiva affrontata dagli scienziati è ben più ampia dei ‘soliti’ rapporti sui cambiamenti climatici del 21° secolo e spazia verso uno scenario post-2100. Questa analisi ha permesso di verificare che gli allarmi sul surriscaldamento del Pianeta, sulla scarsità dell’acqua e lo spreco delle risorse sono ben più imponenti di quanto finora conosciuto.  Gli scienziati si aspettano 4 possibili livelli di inquinamento da anidride carbonica compresi tra i 1.300 e le 5.100 miliardi di tonnellate emesse tra il 2000 e il 2300. Considerando che viaggiamo a un ritmo di 10 miliardi l’anno e che abbiamo già riversato nell’atmosfera 580 miliardi di CO2, gli scenari ipotizzabili non rendono tranquilli.

L’innalzamento del livello del mare

Ciò che desta molta preoccupazione è l’inarrestabile innalzamento del livello del mare, destinato a continuare per centinaia di anni anche se le emissioni di anidride carbonica dovessero scendere a zero. La stimaconfermata lo scorso agosto anche dalla NASA – è di 90 centimetri nei prossimi millenni, cifra che potrebbe salire addirittura a 25 metri se il surriscaldamento globale comportasse un ulteriore aumento di 2° della temperatura della Terra. Perché dovremmo preoccuparci di un futuro così remoto? Domanda che potrebbero farsi in molti ma la cui risposta sta nel rischio che corrono le generazioni future se oggi non vengono presi provvedimenti concreti per limitare l’impatto ambientale.

di Alessandro Michielli