Uomo e acqua, un legame indissolubile

Paolo Sorcinelli, docente di Storia Sociale all'Università di Bologna, ci spiega come nel corso della storia si sia evoluto il legame tra uomo e acqua. All'interno del libro "Storia sociale dell'...

Paolo Sorcinelli racconta nel suo libro come è cambiato negli anni il rapporto tra uomo e acqua


MILANO - “Tra tutti gli elementi presenti in natura, l’acqua è un elemento essenziale, simbolo di vita che, scorrendo, trasmette benessere alle comunità”. Parola di Paolo Sorcinelli, docente di Storia Sociale presso l’Università di Bologna. Membro del Dipartimento Discipline Storiche e dal 2001 docente presso il Polo Scientifico Didattico di Rimini, nel corso degli anni Sorcinelli ha analizzato da un punto di vista sociale e culturale le questioni riguardanti l’alimentazione. Nella sua opera “Storia sociale dell’acqua. Riti e culture” l’autore ha approfondito l’evolversi del rapporto tra uomo e acqua, analizzandone le vari sfaccettature.

ELEMENTO SACRO - All’interno del suo libro, Paolo Sorcinelli analizza approfonditamente come l’acqua nel passare dei secoli abbia assunto diverse connotazioni per l’uomo. “L’acqua - afferma Sorcinelli - ha influenzato l’uomo sotto tutti i punti di vista: sociale, culturale, economico e politico”. In epoca antica, l’acqua aveva un valore “sacro”. “Come elemento culturale, l’acqua è stata intesa inizialmente come un elemento cosmologico, all’origine del mondo. Una realtà che in età cristiana ha assunto significati più sacri ed accompagnato riti religiosi, basti pensare al valore dell’acqua per i Cristiani durante il battesimo”.

LAICIZZAZIONE DELL’ACQUA - Dal ‘600 in poi, la concezione dell’acqua si è “laicizzata”, diventando materia di studio per geologi, ingegneri, chimici, fisici, medici, che ne hanno iniziato a studiare la composizione, il contenuto di gas e le proprietà curative. Nella sua opera Sorcinelli spiega come, in età medievale, l’acqua è stata messa a disposizione delle attività dell’uomo in una maniera sempre più concreta. “Il primo uso dell’acqua è stato quello di convogliarla per far girare le ruote dei mulini o per portarla all’interno delle città. I centri abitati nascevano dove c’era acqua. Più ce n’era, più le città erano ricche, perché la loro presenza permetteva di svolgere tutta una serie di attività alla base dell’economia del tempo, tra cui soprattutto l’industria tessile”. Con la rivoluzione industriale questo aspetto si è accentuato in maniera sempre più forte. Come scritto all’interno del libro “negli ultimi duecento anni, con l'avvento delle lavorazioni industriali, del vapore, dell'elettricità e del concetto di igiene, l’acqua ha conquistato il mondo e dal mondo è stata conquistata”.

SIMBOLO DI BENESSERE - Un iniziale diffidenza dell’uomo, in particolare nei confronti del mare, ha lasciato il posto ad una piena fiducia nei confronti della risorsa acqua, grazie anche al lavoro di medici e chimici che ne hanno documentato le proprietà salutari e benefiche. “Il modo di intendere l’acqua da parte dell’uomo – afferma Sorcinelli - è cambiata di pari passo con le scoperte e le innovazioni mediche che si sono registrate nel corso degli anni”. Non a caso, ad un maggiore utilizzo dell’acqua per l’igiene e per la cura del corpo è corrisposto un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Si legge all’interno del libro “Paradossalmente, a sconfiggere certe malattie, fu più decisiva l'azione di acqua e sapone, che l'intervento di medici e medicine. L'igiene, infatti, svolse un'azione determinante sia nelle malattie dell'apparato intestinale (gastroenterite, febbre tifoidea, dissenteria), sia nelle malattie trasmesse da persona a persona dai pidocchi”.

STATUS SYMBOL – Sorcinelli nel suo libro approfondisce come, grazie alle scoperte nel campo della medicina, l’acqua sia diventata uno status symbol ed abbia influenzato le abitudini dell’uomo. “La funzione terapeutica dell’acqua è stata scoperta nella seconda metà del ‘700 dai tedeschi e dagli inglesi ed è esportata anche in Italia dagli inizi dell’800 con la costruzione dei primi stabilimenti balneari”. Una diversa concezione della risorsa idrica che per Sorcinelli trova testimonianze anche nel mondo dell’arte. “Basterebbe – afferma il docente - vedere le immagini di alcuni dipinti dell’epoca per rendersi conto come la concezione del mare che si aveva nel 1850-60, in cui la gente andava vestita sulla spiaggia semplicemente per respirare l’aria marina, sia diversa da quella di 20-30 anni dopo, in cui la gente indossava costumi per immergersi nell’acqua. Inoltre, dopo la prima guerra mondiale, gli italiani hanno scoperto che si può andare al mare anche per prendersi il sole, utile per le ossa ed a chi ha problemi respiratori”.

aggiornato il 22 marzo 2013