MILANO - L'acqua è la risorsa più preziosa che abbiamo, ma i cambiamenti climatici e i periodi di siccità sempre più frequenti ci ricordano che non è inesauribile. Il cambiamento, però, parte dalle nostre case: un rubinetto che gocciola o uno scarico obsoleto possono sprecare decine di litri d'acqua potabile ogni giorno.
Per incentivare l'efficientamento idrico domestico, anche per il 2026 è stato confermato il Bonus Idrico (noto anche come "Bonus Bagno" o agevolazione per il risparmio idrico). Scopriamo insieme cos'è, quali spese copre e come farne richiesta per rendere la tua casa più sostenibile.
Che cos'è il Bonus Idrico 2026
Il Bonus Idrico è un'agevolazione statale pensata per supportare i cittadini nelle spese di sostituzione dei vecchi sanitari e della rubinetteria con apparecchi di nuova generazione, progettati specificamente per limitare il flusso e lo spreco d'acqua.
Consiste in un contributo economico, spesso erogato sotto forma di credito d'imposta o rimborso diretto, fino a un tetto massimo che storicamente si aggira intorno ai 1.000€ per immobile, destinato alle persone fisiche residenti in Italia.
Quali interventi sono ammessi
Per ottenere il bonus, non basta semplicemente rinnovare il bagno. Gli acquisti e i lavori devono rispettare parametri tecnici molto rigidi legati al risparmio idrico. Ecco cosa rientra nell'agevolazione:
- Vasi sanitari a scarico ridotto: sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri. Sono incluse anche le spese per le opere idrauliche e murarie necessarie allo smontaggio e all'installazione.
- Rubinetti e miscelatori: sostituzione di rubinetti, miscelatori e soffioni doccia con nuovi apparecchi dotati di limitatori di flusso. Per i rubinetti del bagno e della cucina, la portata d'acqua deve essere uguale o inferiore a 6 litri al minuto. Per i soffioni doccia e le colonne doccia, la portata d'acqua deve essere uguale o inferiore a 9 litri al minuto.
A chi spetta e come si richiede
Il bonus è destinato alle persone fisiche maggiorenni residenti in Italia, titolari del diritto di proprietà o di un altro diritto reale di godimento (come gli inquilini in affitto, previo accordo con il proprietario) su edifici esistenti o singole unità immobiliari.
Per non perdere il diritto all'agevolazione, è fondamentale seguire alcune semplici regole:
- Pagamenti tracciabili: tutte le spese devono essere pagate tramite metodi tracciabili (bonifico bancario o postale, carta di credito o debito). Non sono ammessi pagamenti in contanti.
- Conservazione dei documenti: è necessario conservare le fatture elettroniche o gli scontrini parlanti che indichino chiaramente il codice fiscale del richiedente e la tipologia di prodotto acquistato (con riferimento alle specifiche tecniche sul risparmio idrico).
- Domanda online: la richiesta va inoltrata solitamente attraverso la piattaforma dedicata sul sito dell'Agenzia delle Entrate, nei tempi e nelle finestre temporali stabilite dai decreti attuativi dell'anno in corso.
Un vantaggio per l’ambiente e per il portafoglio
Oltre al vantaggio economico immediato offerto dal bonus, sostituire i vecchi impianti porta a un taglio netto delle bollette dell'acqua nel lungo periodo. Ma il vero guadagno è ambientale: se ogni famiglia italiana riducesse anche solo del 10% il proprio consumo idrico domestico, risparmieremmo milioni di metri cubi d'acqua ogni anno. Ogni goccia conta, e fare la propria parte oggi significa garantire un futuro migliore alle prossime generazioni
Di Salvatore Galeone