Il ciclo dell’acqua è da rifare causa cambiamenti climatici – In a Bottle

L’attuale diagramma del ciclo dell’acqua è da rifare

Secondo un team di esperti il modo in cui oggi viene rappresentato il ciclo idrologico è fuorviante perché non considera i cambiamenti climatici e l’intervento dell’uomo

MILANO – Le immagini del ciclo dell'acqua terrestre che abbiamo studiato a scuola hanno un urgente bisogno di essere  aggiornati così da poter  mostrare gli effetti dei cambiamenti climatici e dell’intervento umano. Questo è il parere di un team di esperti di idrologia dell’Università di Birmingham, i quali hanno approfondito la tematica in una ricerca pubblicata su Science Daily.

Lo studio

Prendendo in esame un campione di oltre 450 diagrammi del ciclo dell'acqua contenuti nei libri di testo, nella letteratura scientifica e online, gli scienziati si sono resi conto che l'85% di questi non prende in considerazione alcuna interazione umana, e solo il 2% contiene dei rimandi ai cambiamenti climatici o all'inquinamento delle acque. Inoltre, quasi tutti gli esempi studiati raffigurano paesaggi verdeggianti, con climi miti e presenza abbondante di acqua. Lasciare gli umani fuori dal ciclo idrologico, sostengono i ricercatori, contribuisce a una fondamentale mancanza di consapevolezza su come l'uomo interagisca con i bacini idrici terrestri, trasmettendo un falso senso di sicurezza sulla disponibilità futura di questa essenziale risorsa. Il professor Stefan Krause, capo del Consiglio idrico di Birmingham, afferma: "Per la prima volta, il nuovo diagramma del ciclo idrico riflette adeguatamente l'importanza non solo delle quantità, ma anche della qualità dell'acqua e dell'inquinamento come criteri chiave per la valutazione delle risorse idriche".

Il ciclo dell’acqua nel XXI secolo

Il team ha elaborato una nuova serie di diagrammi per promuovere una migliore comprensione di come funziona il ciclo dell'acqua nel XXI secolo; essi forniscono un quadro più complesso che include elementi come l'acqua di fusione dei ghiacciai, i danni provocati dalle inondazioni causate dai cambiamenti nell’impiego del suolo, l'inquinamento e l'innalzamento del livello del mare. Gli studiosi sostengono che vi sia un'urgente necessità di aggiornare questa falsa rappresentazione ferma al XVII secolo e promuovere una comprensione più accurata e sofisticata del ciclo al fine di rappresentare realmente come funziona oggi. “Non si può comprendere l’attuale situazione delle risorse idriche se non si include anche l’azione dell’uomo." Afferma il professor Ben Abbott della Brigham Young University, autore principale dello studio.

di Salvatore Galeone

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