MILANO – L’acqua rappresenta un elemento essenziale per la vita. Ma oltre ai fiumi e ai laghi che vediamo, esiste un patrimonio nascosto che sostiene ecosistemi, agricoltura e città: falde sotterranee, ghiacciai e riserve invisibili. È da qui che dipende, in gran parte, il nostro futuro idrico.
Le falde: l’acqua nascosta sotto i nostri piedi
Gran parte dell’acqua dolce disponibile sul pianeta non scorre in superficie. È custodita nelle falde acquifere, serbatoi naturali che si formano quando la pioggia e la neve si infiltrano nel terreno, attraversano strati di rocce permeabili e si accumulano lentamente nel sottosuolo.
Le acque sotterranee rappresentano una risorsa strategica per l’approvvigionamento potabile e agricolo. Sono riserve silenziose, che si ricaricano grazie al naturale ciclo dell’acqua e che richiedono tempi lunghi per rigenerarsi.
Quando il suolo viene impermeabilizzato o sfruttato in modo eccessivo, la capacità di ricarica delle falde diminuisce. La Giornata Mondiale dell’Acqua ci invita anche a riflettere su questo: proteggere il territorio significa proteggere l’acqua invisibile che custodisce.
Ghiacciai: i termometri del Pianeta
Se le falde sono l’acqua nascosta sottoterra, i ghiacciai sono l’acqua sospesa nel tempo. Custodiscono una parte significativa dell’acqua dolce mondiale e svolgono una funzione essenziale: accumulano neve durante l’inverno e rilasciano acqua nei mesi più caldi, alimentando fiumi, ecosistemi e comunità a valle.
Non a caso vengono definiti “termometri del Pianeta”. Il loro arretramento è uno dei segnali più evidenti del cambiamento climatico. La loro progressiva riduzione non è solo una questione paesaggistica, ma una trasformazione profonda degli equilibri idrici.
Oggi parlare di ghiacciai significa parlare di futuro: della disponibilità di acqua per l’agricoltura, per l’energia idroelettrica, per la vita quotidiana di milioni di persone.
Levissima e i ghiacciai: dalla ricerca all’azione
La protezione delle riserve invisibili passa anche attraverso l’impegno delle aziende che operano nei territori montani. In questo contesto si inserisce il percorso di Levissima, iniziato nel 2007 con l’installazione di una stazione meteorologica automatica sul Ghiacciaio Dosdè Orientale, in Alta Valtellina. Da quel momento prende avvio un sostegno concreto alla ricerca scientifica, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano.
Nasce così il progetto “Levissima Spedizione Ghiacciai”, guidato dalla prof.ssa Guglielmina Diolaiuti e dal prof. Claudio Smiraglia, con l’obiettivo di monitorare l’evoluzione dei ghiacciai lombardi, tra cui il Ghiacciaio dei Forni, costantemente osservato attraverso una stazione meteorologica permanente.
Un traguardo significativo arriva nel 2015 con la realizzazione del Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, un atlante aggiornato che raccoglie dati sui 903 ghiacciai presenti nel nostro Paese. Un lavoro che trasforma l’osservazione scientifica in consapevolezza collettiva.
Questo impegno si inserisce in una visione più ampia di sostenibilità, che Levissima porta avanti attraverso la piattaforma “Rigeneriamo Insieme”, coinvolgendo cittadini e partner in azioni concrete e misurabili per la tutela ambientale.
Riserve invisibili, responsabilità visibile
Le falde sotterranee, i ghiacciai, le foreste che regolano il microclima montano sono elementi interconnessi di un unico sistema.
Rendere visibile l’acqua invisibile significa cambiare prospettiva: non considerarla solo una risorsa da utilizzare, ma un patrimonio da custodire. Perché il futuro dell’acqua – e il nostro – dipende dalla capacità di proteggere questi equilibri delicati, giorno dopo giorno.
Fonti:
Levissima per i ghiacciai | Rigeneriamo Insieme
UN-Water – World Water Day: https://www.unwater.org
UNESCO – World Water Development Report: https://www.unesco.org
Di Stefano Morretta