Paola Stavolone educazione nutrizionale, equilibrio e stagionalità a tavola

Paola Stavolone: educazione nutrizionale, equilibrio e stagionalità a tavola

Il valore della consapevolezza alimentare, dalla rotazione primaverile degli ingredienti a un approccio sostenibile e senza restrizioni

MILANO - In un contesto in cui le diete si susseguono promettendo risultati rapidi, la dietista Paola Stavolone propone un approccio fondato su educazione nutrizionale, equilibrio e stagionalità. In questa intervista racconta il suo percorso personale e professionale, il significato di costruire un rapporto sereno con il cibo e l’importanza di fornire strumenti pratici per rendere l’alimentazione sostenibile nel tempo. Dalla rotazione primaverile degli alimenti alle ricette pensate per la quotidianità, emerge una visione che mette al centro varietà, consapevolezza e autonomia, superando la logica della restrizione in favore di una cultura del benessere duratura.

 

Ciao Paola, puoi raccontarci chi sei e qual è stato il percorso - personale e professionale - che ti ha portata a diventare dietista? C’è stato un momento o un’esperienza particolare che ha influenzato il tuo rapporto con il cibo e la tua scelta di questa professione? 

Ciao! Mi chiamo Paola Stavolone e sono dietista: mi occupo di aiutare le persone a costruire un rapporto sereno, equilibrato e sostenibile con il cibo, senza stress né rigide regole alimentari.

Oggi condivido contenuti educativi, consigli e ricette sui miei canali social per diffondere un messaggio semplice ma potente: si può mangiare bene e stare bene, senza rinunce o paura del cibo. Il mio percorso è iniziato con una relazione complessa con il cibo durante l’adolescenza. Anch’io, come tante persone, avevo interiorizzato l’idea che gli alimenti dovessero essere divisi in “giusti” e “sbagliati” e che il controllo fosse la chiave per stare bene. Questo modo di pensare mi ha portata, per un periodo, ad avere un rapporto conflittuale con il cibo, tanto da evitarlo o temerlo. 

La svolta è arrivata quando ho iniziato a studiare Nutrizione e Dietistica all’Università degli Studi di Torino. È stato lì che ho imparato a guardare il cibo non come un nemico o una lista di regole, ma come energia, nutrimento e piacere. La scienza nutrizionale mi ha mostrato che equilibrio significa proporzione, non restrizione. Durante gli anni successivi ho proseguito la mia formazione con una specializzazione in nutrizione e integrazione nello sport alla SANIS School of Nutrition and Supplementation, esperienza che mi ha aiutata ad approfondire la relazione tra alimentazione, prestazione fisica e benessere. 

Durante la pandemia ho iniziato a lavorare online, e ho capito quanto fosse importante raggiungere quante più persone possibile con un messaggio di consapevolezza e serenità alimentare. Da qui è nata l’idea di affiancare alla consulenza personalizzata anche contenuti, ricette e pratiche che potessero aiutare chiunque a costruire il proprio equilibrio quotidiano.  Nel 2023 ho pubblicato il mio libro “Una vita senza dieta. Come trovare l’equilibrio e stare bene a tavola senza rinunce” con De Agostini Libri, un progetto in cui racconto non solo teorie nutrizionali ma anche strumenti concreti per vivere l’alimentazione senza paura di sbagliare. 

Se oggi faccio quello che faccio, lo devo alla mia storia personale tanto quanto allo studio: quell’equilibrio che una volta mi sembrava impossibile, ora è il cuore del mio lavoro. 

 

Oggi si parla molto di diete e regimi alimentari, ma anche di educazione alimentare. Secondo te, qual è il valore dell’educazione nutrizionale nella vita di tutti i giorni e come può contribuire a un rapporto più sereno e consapevole con il cibo? 

Oggi siamo circondati da diete. Ogni settimana nasce un nuovo metodo, una nuova regola, una nuova promessa. Ma l’educazione alimentare è un’altra cosa. Una dieta ti dice cosa fare, l’educazione ti spiega perché farlo. Ed è proprio il “perché” che cambia tutto.  Quando una persona capisce cosa sono i macronutrienti, perché è importante distribuire le proteine nella giornata, perché eliminare completamente i carboidrati non è una soluzione… smette di vivere il cibo come una minaccia e inizia a vederlo come uno strumento. 

L’educazione nutrizionale dà autonomia, ti permette di: 

  • Fare scelte consapevoli anche fuori da uno schema
  • Adattarti a contesti diversi (una cena fuori, una vacanza, un periodo stressante)
  • Non dipendere sempre da un piano scritto 

E soprattutto riduce il senso di colpa. Molto spesso il problema non è ciò che mangiamo, ma il modo in cui lo interpretiamo. Se ogni alimento viene etichettato come “giusto” o “sbagliato”, si crea una tensione continua. L’educazione aiuta a capire che l’equilibrio non si gioca sul singolo pasto, ma nella continuità. Questo tipo di consapevolezza crea serenità. E la serenità è ciò che rende un’alimentazione sostenibile nel tempo. Per me, educare significa dare strumenti, non imporre regole. Perché una persona informata non ha bisogno di una dieta eterna. Ha bisogno di una struttura che può portare avanti in autonomia. Ed è lì che nasce il vero cambiamento. 

 

Nelle tue tabelle di rotazione degli alimenti aiuti le persone a distribuire i diversi ingredienti lungo la settimana in modo semplice e pratico. In vista della Spring Edition, quali sono gli alimenti o i gruppi alimentari su cui è più importante puntare nella rotazione primaverile e quali invece vale la pena alternare maggiormente in questo periodo dell’anno? 

La primavera è una stagione di transizione. Non è più inverno, ma non è ancora estate. E questo si riflette anche nel piatto. Dal punto di vista nutrizionale, il principio non cambia: varietà e rotazione restano centrali. Ma possiamo modulare le scelte in base alla stagionalità e alle esigenze del periodo. 

In primavera è utile puntare su verdure di stagione, ricche di fibre e micronutrienti: asparagi, carciofi, zucchine, piselli, fave, spinaci freschi e ravanelli. Sono alimenti più leggeri, ricchi di acqua e spesso più digeribili, perfetti per accompagnare il passaggio verso temperature più miti. Anche la frutta primaverile merita spazio nella rotazione: fragole, nespole, kiwi e prime albicocche offrono vitamina C, antiossidanti e freschezza, utili anche nel cambio di stagione quando spesso ci si sente più stanchi.

Per quanto riguarda le proteine, in primavera consiglio di: 

  • Dare più spazio a pesce e legumi, che risultano generalmente più leggeri rispetto a carni più strutturate.
  • Alternare le preparazioni: meno cotture lunghe e più piatti freschi, bowl, insalate complete, secondi semplici con contorni abbondanti. 

Non significa eliminare carne rossa o piatti più ricchi, ma magari ridurne la frequenza in favore di fonti proteiche più “stagionali” e facili da gestire quando le temperature salgono. Anche i cereali possono cambiare forma: meno zuppe calde, più insalate di farro, riso o orzo con verdure fresche. 

La primavera è il momento ideale per: 

  • Alleggerire le preparazioni
  • Aumentare la varietà vegetale
  • Sperimentare nuove combinazioni 

Non è una “fase detox”, è una fase di adattamento. La rotazione primaverile non serve a compensare l’inverno, ma ad accompagnare il corpo nel cambiamento di stagione in modo naturale. Come sempre, il principio resta lo stesso: non togliere, ma modulare. L’equilibrio non cambia con le stagioni, cambia il modo in cui lo costruiamo. 

 

Di Martina Invernizzi

READ MORE