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Disidratazione e ictus: perché peggiora i danni

Ricercatori dell’Università dell’Arizona hanno scoperto che in caso di ictus, gli effetti su pazienti disidratati peggiorano del 42% rispetto agli altri

MILANO – Lo sappiamo tutti, l’idratazione del corpo è essenziale per il nostro benessere quotidiano e ci permette di affrontare la giornata nelle migliori condizioni. Restare idratati, soprattutto in certe situazioni, diventa ancora più importante e può evitare circostanze spiacevoli.

Secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università dell’Arizona del Johns Hopkins Hospital di Baltimora e ripreso dal portale americano Healthday, tutte le persone che dovessero subire un attacco di ictus in condizioni di scarsa idratazione, rischierebbero danni 4 volte superiori rispetto alle persone idratate. I ricercatori hanno scoperto che gli effetti dell’attacco cerebrale peggiorano nel 42% dei pazienti disidratati rispetto al 17% dei pazienti idratati.

Effetti dell’ictus                      

Gli effetti di un attacco di ictus risulterebbero peggiori nei pazienti disidratati, perché il loro sangue appare più denso rispetto ai pazienti idratati. Lo ha affermato uno degli autori dello studio, il dottor Mona Bahouth, membro del reparto di neurologia presso la Johns Hopkins Hospital di Baltimora.

La ricerca ha fatto luce su degli aspetti troppo spesso sottovalutati.  Ogni anno più di 795.000 americani sono colpiti da  ictus, secondo gli U.S. Centers for Disease Control and Prevention. La grande maggioranza degli attacchi si verifica quando un coagulo blocca il flusso di sangue in una parte del cervello e uccide ogni anno quasi 130.000 persone negli Stati Uniti.

Lo studio su disidratazione e ictus

Bahouth e il suo team hanno raccolto dati provenienti da quasi 170 casi di persone colpite da  ischemia e ricoverate al Johns Hopkins Hospital nell’arco di nove mesi. Circa il 44% dei pazienti risultava disidratato secondo lo studio.

I ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica per monitorare danni cerebrali e hanno cercato di scomporre i possibili effetti dell’età e delle altre variabili. Anche dopo aver aggiornato i dati sulla base di una ricostruzione critica, i ricercatori hanno riscontrato che la disidratazione può contribuire in modo consistente al peggioramento degli effetti  degli attacchi cerebrali.

di Alessandro Conte

14 dicembre 2018

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