“Contro lo spreco. Cibo, valore, futuro”, la lezione di Andrea Segrè per un domani sostenibile

“Contro lo spreco. Cibo, valore, futuro”, la lezione di Andrea Segrè per un domani sostenibile

Dal fondatore della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, neo-presidente di Casa Artusi, un libro che rilegge il cibo come “termometro” della salute attuale e futura sulla terra

MILANO –Di fronte a un mondo che corre verso il consumo rapido e distratto, il saggio di Andrea Segrè, intitolato "Contro lo spreco. Cibo, valore, futuro", si pone come una bussola etica necessaria. Non è solo un libro sull’economia domestica, ma un manifesto che invita a riconsiderare il legame profondo tra ciò che mettiamo nel piatto, il valore che diamo alle risorse e l’impatto che queste hanno sul nostro pianeta.

Lo spreco alimentare: un costo invisibile

Andrea Segrè, neo-presidente della Fondazione intitolata a Pellegrino Artusi padre della cucina italiana (e che ha guidato la candidatura UNESCO), oltre che fondatore di Last Minute Market e della campagna Spreco Zero, parte da un dato di fatto: lo spreco non è solo una perdita di cibo, ma una dissipazione di valore. Quando buttiamo via un prodotto, stiamo sprecando anche l’energia, il suolo e, soprattutto, l'acqua necessaria per produrlo.

L'autore ci sfida a passare dal concetto di "prezzo" (quanto paghiamo al supermercato) al concetto di "valore" (l'impatto sociale e ambientale di un bene). In questo scenario, lo spreco diventa il sintomo di una società che ha perso il contatto con la realtà della produzione.

I pilastri del saggio: Cibo, Valore, Futuro

Il libro si articola su tre direttrici fondamentali che ridisegnano il nostro approccio al consumo:

Cibo come bene comune: il cibo non deve essere visto solo come una merce, ma come un diritto e una risorsa vitale. La lotta allo spreco inizia dalla consapevolezza di ciò che mangiamo.

Riscoprire il valore: Segrè introduce l'idea di un'economia circolare che non sia solo tecnica, ma anche umana. Donare l'eccedenza non è solo beneficenza, è un atto di giustizia economica.

Progettare il futuro: l'educazione alimentare e ambientale è l'unico strumento per garantire la resilienza delle generazioni future. Senza un cambiamento culturale, la tecnologia da sola non basterà.

Il legame con la risorsa acqua

Lo spreco alimentare implica, secondo Segrè, anche uno spreco idrico invisibile. Basti pensare che per produrre un solo chilo di carne bovina servono circa 15.000 litri d'acqua: gettarne via anche solo una porzione significa svuotare idealmente centinaia di bottiglie d'acqua potabile.

Verso lo "Spreco Zero": 3 consigli pratici per un impegno quotidiano

Abitare il nostro pianeta nel terzo millennio significa, necessariamente, modificare la visione logora e anacronistica dell’economia del profitto, spostando il focus sulla centralità della persona e delle relazioni, sul benessere sociale e ambientale.

Il saggio di Andrea Segrè non è una condanna, ma una chiamata all'azione. Ci insegna che ogni nostra scelta d'acquisto è un voto per il tipo di mondo in cui vogliamo vivere. Ridurre lo spreco significa rispettare il lavoro di chi produce e la generosità della natura.

Di seguito, riassumiamo 3 consigli pratici per ridurre lo spreco prendendo spunto dal saggio:

Pianificazione: la spesa intelligente è la prima arma contro lo spreco.

Comprensione delle etichette: imparare la differenza tra "da consumarsi entro" e "da consumarsi preferibilmente entro".

Creatività in cucina: riscoprire le ricette del recupero, pilastro della nostra tradizione mediterranea.

Il cibo come baricentro della sostenibilità

Andrea Segrè ci consegna un libro che parla di futuro. Un “manuale” che mette a disposizione la cassetta degli attrezzi per rileggere e abitare il pianeta nel nostro millennio, a partire da una considerazione indifferibile: dobbiamo ripensare con urgenza il nostro rapporto con ciò che nutre la terra, e noi stessi. Il cibo, a poche settimane dalla proclamazione della cucina italiana patrimonio immateriale UNESCO, come baricentro della sostenibilità di sopravvivenza, attuale e futura.

di Salvatore Galeone

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