MILANO - Dai primi palloni rincorsi da bambino ai campi da gioco di oggi, Cristian Volpato racconta un percorso fatto di passione, disciplina e attenzione al proprio corpo.
In questa intervista il giovane calciatore che milita in Serie A nel Sassuolo parla dell’importanza dell’idratazione come alleata della performance, delle routine che lo aiutano a mantenere equilibrio tra allenamenti e spostamenti continui e dei valori - come il fair play e il rispetto - che considera fondamentali nella sua crescita sportiva e personale.
Uno sguardo sincero sul calcio come sogno, lavoro quotidiano e spazio di espressione, con un messaggio chiaro per chi oggi insegue lo stesso obiettivo: credere in sé stessi e non smettere mai di imparare.
Ciao Cristian, per iniziare: raccontaci un po’ di te. Chi è Cristian Volpato e come è nata la tua passione per il calcio?
Cristian Volpato è un ragazzo di 22 anni, con un’anima ancora legata alla sua infanzia quando già ad 1 anno guardava le partite di calcio con babbo e nonno.
A 5 anni piano piano capisco che volevo giocare e già da più piccolo degli altri bambini prendevo la palla e andavo avanti … mi rincorrevano tutti e mi divertivo a non farmi prendere. A mamma chiedevo sempre come regalo un pallone nuovo o dei nuovi scarpini da calcio…
Per il resto sono una persona semplice, umile molto attaccato alla mia famiglia che abita fra due mondi, ma anche passionale. E tra le mie passioni più profonde c’è proprio il calcio.
Il corpo è il tuo primo alleato. Come ti prendi cura della tua idratazione nei momenti chiave - dagli allenamenti alle partite - quando i tempi per bere sono limitati? Hai sviluppato qualche piccolo rito o attenzione personale per sentirti sempre in equilibrio?
Proprio così. Il corpo per un atleta è un vero e proprio strumento di lavoro e il miglior carburante è proprio una corretta idratazione.
Porto sempre una bottiglia di acqua con me e bevo circa 3 litri per giorno tra pasti, allenamento e tempo libero, cercando così di ottimizzare i tempi.
Non ho nessun rito particolare, ma ho una routine tranquilla, ascolto musica, ho capito l’importanza del riposo, del dormire in modo regolare e mangiare sano sempre alle stesse ore, il tuttomantenendo ben idratato il sistema.
Tra allenamenti, partite e continui spostamenti tra pullman, aerei e hotel, trovare un equilibrio non è sempre facile. Come riesci a mantenerti idratato anche in viaggio? Hai qualche abitudine o modo per mantenere la mente libera e l’energia giusta quando sei lontano da casa?
In genere mi mantengo molto idratato, ho sempre una bottiglia con me o in macchina o una borraccia.
Mantengo un corretto equilibrio energetico ascoltando la mia musica preferita con le cuffie o vedendo sull’ipad i film che mi sono scaricato nel tempo libero.
In Italia il calcio è molto più di uno sport: è un sogno che nasce nei cortili, nei campetti di periferia, nei pomeriggi passati a rincorrere un pallone. Se dovessi parlare ai ragazzi che oggi sognano di essere al tuo posto, che messaggio vorresti lasciare loro? E guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi, dentro e fuori dal campo?
Il messaggio che vorrei lanciare è “follow your dream”, seguite sempre i vostri sogni, non mollate mai e credete sempre in voi stessi.
Il mio obiettivo è migliorare sempre e imparare dai giocatori con più esperienza con cui ho la fortuna di confrontarmi. Di certo un fattore fondamentale dentro e fuori dal campo è comportarsi con fair play e rispettare sempre compagni, avversari e mister.
Infine spero veramente di poter esprimere il mio modo di giocare in futuro, basato sulla fantasia e sul creare soluzioni anche imprevedibili di gioco.
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Di Martina Invernizzi