MILANO - Lo spreco alimentare non rappresenta soltanto una perdita economica e sociale, ma implica anche un enorme spreco di risorse naturali, prima fra tutte l’acqua. Ogni alimento che viene prodotto e non consumato porta con sé un’impronta idrica spesso invisibile, fatta di irrigazione, trasformazione, trasporto e lavorazione.
In occasione della Giornata nazionale contro lo spreco alimentare (5 febbraio), questo articolo analizza il legame profondo tra cibo e acqua, illustrando dati, esempi concreti e possibili soluzioni per ridurre un fenomeno che incide in modo significativo sulla sostenibilità ambientale.
Spreco alimentare: un fenomeno globale
Secondo la FAO, circa un terzo del cibo prodotto a livello mondiale viene perso o sprecato ogni anno. Questo significa che milioni di tonnellate di alimenti non arrivano mai al consumo finale, nonostante abbiano richiesto terra, energia, lavoro umano e risorse idriche per essere prodotti. Nei Paesi industrializzati, lo spreco avviene soprattutto nella fase finale della filiera - distribuzione e consumo domestico - mentre nei Paesi in via di sviluppo è spesso legato a carenze infrastrutturali e logistiche.
In Italia, i dati dell’Osservatorio Waste Watcher indicano che lo spreco alimentare domestico rimane una delle principali criticità, con un impatto che va ben oltre il valore economico del cibo buttato.
L’acqua nascosta nel cibo
Ogni alimento possiede una propria “impronta idrica”, ovvero la quantità totale di acqua dolce utilizzata per produrlo lungo l’intero ciclo di vita. Il concetto, sviluppato dal Water Footprint Network, distingue tra acqua verde (pioggia), blu (acqua superficiale e di falda) e grigia (acqua necessaria a diluire gli inquinanti).
Alcuni esempi rendono evidente la portata del problema: per produrre un chilogrammo di carne bovina possono essere necessari in media oltre 15.000 litri d’acqua, mentre per un chilogrammo di cereali ne servono circa 1.300. Anche alimenti di uso quotidiano, come il pane o la frutta, comportano un consumo idrico significativo. Quando questi prodotti vengono sprecati, l’acqua utilizzata per generarli viene persa in modo definitivo.
Sprecare cibo significa aggravare la crisi idrica
Lo spreco alimentare contribuisce indirettamente ad accentuare la pressione sulle risorse idriche globali. L’agricoltura è responsabile di circa il 70% dei prelievi di acqua dolce a livello mondiale, secondo i dati delle Nazioni Unite. Ridurre lo spreco di cibo significa quindi ridurre anche la domanda complessiva di acqua, con benefici diretti per gli ecosistemi e per le comunità più esposte alla scarsità idrica.
In un contesto di cambiamento climatico, caratterizzato da siccità più frequenti e da una crescente competizione per l’accesso all’acqua, il legame tra alimentazione e risorsa idrica diventa sempre più centrale nelle strategie di sostenibilità.
Il ruolo dei consumatori e della filiera
Una parte rilevante dello spreco alimentare avviene nelle case, spesso a causa di acquisti eccessivi, cattiva pianificazione dei pasti o interpretazioni errate delle date di scadenza. Tuttavia, anche la filiera produttiva e distributiva ha un ruolo chiave: standard estetici elevati, inefficienze logistiche e sovrapproduzione contribuiscono alla perdita di grandi quantità di cibo ancora perfettamente commestibile.
Interventi mirati, come il miglioramento della gestione delle scorte, il recupero delle eccedenze e una comunicazione più chiara al consumatore, possono ridurre in modo significativo lo spreco e, di conseguenza, l’acqua inutilmente consumata.
Ridurre lo spreco per tutelare l’acqua
Contrastare lo spreco alimentare rappresenta una delle azioni più efficaci e immediate per preservare le risorse idriche. Pianificare i pasti, valorizzare gli avanzi, scegliere porzioni adeguate e informarsi sull’origine dei prodotti sono gesti quotidiani che possono avere un impatto concreto.
A livello sistemico, politiche pubbliche, innovazione tecnologica e educazione alimentare giocano un ruolo fondamentale. In questo senso, la Giornata nazionale contro lo spreco alimentare diventa un’occasione per riflettere su come le scelte individuali e collettive possano contribuire a un uso più responsabile dell’acqua e del cibo.
Leggi anche: Tutto quello che devi sapere sullo spreco alimentare
Fonti:
Spreco Zero, Giornata Internazionale di Consapevolezza sulle Perdite e gli Sprechi Alimentari
Spreco Zero, L’osservatorio Waste Watcher
Rigeneriamoterritorio.it, Impronta idrica degli alimenti: cos’è, come misurarla e come ridurla
Centro Regionale di Informazione dell Nazioni Unite
di Martina Invernizzi