Sostenibilità in Italia: a che punto siamo? Ce lo svela il Rapporto ASviS

Sostenibilità in Italia: a che punto siamo? Ce lo svela il Rapporto ASviS

Sebbene a livello nazionale si registrino passi avanti in alcuni settori, dal rapporto emergono problematiche territoriali che ostacolano il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda 2030

MILANO - L'ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) ha recentemente presentato il Rapporto Territori 2025, un documento cruciale pubblicato lo scorso dicembre che scatta una fotografia dettagliata della sostenibilità a livello locale in Italia. Il quadro che emerge è quello di un'Italia a due velocità, con segnali positivi ma anche forti criticità che mettono a rischio il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda 2030.

La sostenibilità in Italia: il Rapporto Territori 2025 dell’ASviS

Il Rapporto Territori 2025 non è solo una raccolta di dati, ma una cartina al tornasole di quello che è lo stato della sostenibilità in Italia, tra obiettivi raggiunti e necessità di politiche locali più incisive. Sebbene a livello nazionale si registrino passi avanti in alcuni settori, la distanza tra il Nord e il Sud del Paese e tra le aree urbane e quelle rurali continua a essere un ostacolo significativo.

Ecco un'analisi dei punti chiave del rapporto, basata sulle evidenze emerse.

Disuguaglianze territoriali: il divario Nord-Sud

Il rapporto evidenzia come le regioni del Nord continuino a guidare la transizione verso la sostenibilità, specialmente negli indicatori legati all'innovazione, al lavoro e all'istruzione. Al contrario, il Mezzogiorno soffre ancora di ritardi strutturali, in particolare per quanto riguarda la povertà, l'occupazione giovanile e la gestione delle risorse idriche.

  • Povertà e lavoro: nonostante una leggera ripresa economica, l'indice relativo al Goal 1 (Sconfiggere la povertà) mostra peggioramenti in diverse aree del Sud, dove l'inflazione e la precarietà abitativa pesano maggiormente.
  • Innovazione: le province del Nord-Ovest mantengono il primato per investimenti in ricerca e sviluppo (Goal 9).

La sfida ambientale: tra gestione risorse idriche e consumo del suolo

Uno dei temi più caldi del rapporto riguarda la gestione del capitale naturale. L'Italia si trova ad affrontare sfide climatiche che colpiscono i territori in modo differenziato.

  • Risorse idriche: il Mezzogiorno e le isole sono le aree più vulnerabili alla siccità e alle perdite delle reti idriche (Goal 6).
  • Consumo del suolo: nonostante gli obiettivi europei, il consumo di suolo non accenna a fermarsi, minacciando la biodiversità e aumentando il rischio idrogeologico nelle aree urbane (Goal 15).

Città e comunità sostenibili (Goal 11)

Le città sono il fulcro della transizione, ma sono anche i luoghi dove le contraddizioni sono più evidenti. Il rapporto segnala miglioramenti nella raccolta differenziata, ma gravi ritardi sulla mobilità sostenibile e sulla qualità dell'aria, specialmente nel Bacino Padano.

Sanità e istruzione: servizi in bilico

La sostenibilità sociale passa attraverso l'accesso ai servizi essenziali. Il rapporto evidenzia:

  • Sanità (Goal 3): una preoccupante divergenza nella qualità delle cure e nell'aspettativa di vita tra le regioni.
  • Istruzione (Goal 4): l'abbandono scolastico resta alto, soprattutto nelle periferie degradate delle grandi città del Sud.

Sintesi delle Performance Regionali

Il rapporto utilizza indicatori sintetici per misurare il progresso verso i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Ecco una tabella riassuntiva delle tendenze generali:

Area TematicaTendenza GeneraleRegioni Leader
Economia & LavoroStagnazioneLombardia, Trentino-A.A.
Ambiente & EnergiaIn miglioramento (ma lento)Toscana, Sardegna (Rinnovabili)
Diritti & UguaglianzaPeggioramentoEmilia-Romagna (Welfare)
IstruzioneStagnazioneUmbria, Lazio

Le raccomandazioni dell'ASviS

Secondo l'ASviS, il 2026 e gli anni successivi saranno decisivi. Secondo gli esperti dell’ Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile "il territorio è il luogo dove la sostenibilità diventa realtà. Senza un coinvolgimento diretto delle comunità locali, gli obiettivi globali resteranno solo sulla carta." Le loro raccomandazioni principali includono:

  • Accelerazione del PNRR: utilizzare i fondi per colmare i divari territoriali anziché accentuarli.
  • Legge sul consumo del suolo: una normativa nazionale ferma da anni che non può più essere rimandata.
  • Localizzazione degli obiettivi: ogni Comune dovrebbe avere un proprio piano d'azione per l'Agenda 2030.

Di Salvatore Galeone

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