MILANO – Quando assistiamo agli sport invernali, c’è un dato che spesso passa inosservato tra un salto con gli sci e una discesa libera: l'impronta idrica della prestazione. Molti pensano che l'idratazione sia un problema "estivo", ma per un atleta degli sport invernali, bere a sufficienza è una sfida tecnica tanto quanto sciolinare gli sci.
La sfida dell'atleta invernale: sudare a -10°C
Sembra un paradosso, ma il freddo può rappresentare uno degli ostacoli principali per una corretta idratazione. Nello specifico, gli atleti invernali affrontano tre fattori critici:
- Perdita respiratoria: l'aria di montagna è secca. Per umidificarla, il corpo preleva acqua dalle mucose. A ogni respiro affannoso durante una gara di biathlon, si perde vapore acqueo prezioso.
- Il senso della sete in inverno: il freddo attenua lo stimolo della sete. Il cervello non invia il segnale di "bere" anche se il corpo ne ha disperatamente bisogno.
- Sudorazione "occulta": sotto gli strati tecnici, la temperatura corporea sale. Uno sciatore di fondo può perdere oltre 1,5 - 2 litri di liquidi per ogni ora di sforzo estremo.
I numeri del campione: la dieta idrica quotidiana
Ma in pratica, quanto beve un atleta prima, dopo e durante le competizioni olimpioniche invernali? Secondo le linee guida internazionali (come quelle dello Sport Ireland e del Gatorade Performance Partner), un atleta professionista non si limita ai canonici 2 litri.
- In allenamento: un atleta di sport di resistenza (come il fondo o il pattinaggio di velocità) consuma tra i 3,5 e i 5,5 litri di acqua al giorno.
- Nel pre-gara: nelle 4 ore precedenti la competizione, il protocollo suggerisce circa 5-7 ml di acqua per ogni kg di peso corporeo. Per un atleta di 80 kg, parliamo di circa mezzo litro solo nella fase di riscaldamento.
- Durante il recupero: la regola d'oro olimpica è il 150%. Se un atleta perde 1 kg di peso durante la gara (esclusivamente in liquidi), deve reintegrarne 1,5 litri nelle ore successive.
Non solo acqua: il ruolo dei sali minerali
Per chi gareggia sul ghiaccio, l'acqua minerale deve essere ricca di elettroliti. Calcio, magnesio e sodio sono fondamentali per prevenire i crampi muscolari, che nel freddo intenso sono molto più frequenti. La scelta dell'acqua corretta diventa quindi una scelta di performance pura.
Fonti:
Sport Ireland - Hydration for Athletes: guida tecnica sul calcolo del reintegro idrico
Gatorade Performance Partner - Hydration for Female Athletes
ResearchGate - Study on Winter Athletes Hydration
di Salvatore Galeone