MILANO - Quando le temperature scendono, la nostra attenzione verso l'idratazione tende anche’essa a “congelarsi”. In realtà, ciò è un errore: il bisogno idrico del nostro organismo rimane invariato anche in inverno, nonostante la minore sensazione di sete, poiché il corpo continua a perdere liquidi attraverso il respiro e gli ambienti riscaldati.
L'idratazione è vitale tutto l'anno, ma le quantità necessarie e le modalità di assunzione cambiano, richiedendo maggiore attenzione in inverno per contrastare i rischi della disidratazione.
5 Miti invernali sull’acqua da sfatare
Esiste la falsa percezione che l'acqua sia un "bisogno estivo", ma la fisiologia umana non va in letargo. Ecco i pregiudizi più comuni smentiti dalla scienza.
1. D’inverno non si perde acqua perché non si suda
Ecco un falso mito da sfatare: quello che, se non sentiamo il sudore sulla pelle, pensiamo di non aver bisogno di liquidi. In realtà non è così: in inverno perdiamo grandi quantità di acqua attraverso la respirazione. L'aria fredda e secca deve essere umidificata dai polmoni; questo processo consuma liquidi che espelliamo sotto forma di vapore acqueo (la classica "nuvoletta" che vediamo quando espiriamo). Inoltre, il riscaldamento interno degli edifici secca le mucose, accelerando la disidratazione.
2. "Le bevande alcoliche scaldano e idratano"
Un bicchiere di vino o un liquore aiuta a combattere il freddo e conta come introito di liquidi. Niente di più falso: l’alcol è un potente vasodilatatore periferico, ovvero dà una sensazione momentanea di calore portando il sangue verso la pelle, ma in realtà sottrae calore agli organi interni, abbassando la temperatura corporea generale. Inoltre, l’alcol inibisce l’ormone antidiuretico (ADH), costringendo i reni a espellere più liquidi di quelli assunti, favorendo la disidratazione.
3. "La sete è l’unico segnale affidabile"
Ecco un altro falso mito da sfatare: "Bevo se ho sete, altrimenti il mio corpo sta bene". Con il freddo, si può ridurre lo stimolo della sete fino al 40%. Questo accade perché il gelo provoca una vasocostrizione: il sangue si sposta verso il centro del corpo e il cervello "pensa" di essere ben idratato, smettendo di inviare il segnale della sete. È un vero e proprio inganno biologico, che occorre superare assumendo costantemente acqua durante il giorno.
4. "D’inverno l’acqua fredda fa male, meglio solo bevande calde"
E’ pensiero comune ritenere che in inverno l'acqua a temperatura ambiente o fredda causerebbe congestioni o malattie stagionali. In realtà non è così: sebbene tè e tisane siano ottimi alleati, l’acqua resta il veicolo più rapido per l’idratazione cellulare. Il corpo spende una minima quantità di energia per riscaldare l'acqua nello stomaco. L'importante è la costanza dell'assunzione, non solo la temperatura.
5. "La pelle secca dipende solo dal vento"
Si è soliti pensare che, per risolvere la questione della pelle screpolata, bastino le creme protettive. Ciò non è vero: il vento e il freddo danneggiano lo strato esterno, ma la resilienza della barriera cutanea dipende dall'idratazione del derma. Senza un apporto idrico costante, le cellule della pelle perdono turgore e diventano più soggette a micro-lesioni e infiammazioni.
Bere acqua: una sana abitudine valida in tutte le stagioni
Tutti questi falsi miti sull’idratazione durante i mesi freddi ci insegnano una cosa: restare idratati d'inverno non è solo una questione di benessere estetico, ma di efficienza immunitaria. Le mucose idratate sono la nostra prima linea di difesa contro i virus influenzali. Ecco perché portare sempre con sé una bottiglietta d’acqua, anche sotto la neve, non è una scelta sbagliata, ma anzi una strategia di salute necessaria.
Fonti:
EFSA (European Food Safety Authority): Scientific Opinion on Dietary Reference Values for water.
Massachusetts General Hospital: The Importance of Winter Hydration.
National Hydration Council (UK): Winter hydration fact sheet.
Mayo Clinic: Alcohol and Hypothermia risk.
International Journal of Cosmetic Science: Water and skin hydration: A review.
Di Salvatore Galeone