MILANO - Con l'arrivo del freddo, le nostre abitudini domestiche cambiano radicalmente. Accendiamo i riscaldamenti e, quasi automaticamente, cerchiamo soluzioni per contrastare l'aria secca che ne deriva. Ma in un'ottica di economia circolare, anche il gesto di riempire un umidificatore può diventare un'occasione per ridurre la nostra impronta ambientale. Scopriamo come.
Aria secca e spreco d'acqua
Quando i termosifoni sono a pieno regime, l'umidità relativa negli ambienti chiusi scende drasticamente, causando fastidi alle vie respiratorie e alla pelle. Per rimediare, utilizziamo umidificatori elettrici o le classiche vaschette in ceramica. Spesso, però, attingiamo a nuove risorse idriche senza accorgerci che abbiamo già a disposizione in casa dell'acqua "preziosa" che finirebbe sprecata.
Il riuso creativo dell’acqua
La sostenibilità invernale passa attraverso piccoli gesti di riutilizzo dell'acqua. Ecco come trasformare lo spreco in risorsa:
- Acqua di lavaggio delle verdure: se laviamo frutta o verdura (senza saponi), l'acqua raccolta può essere filtrata e utilizzata per bagnare le piante d'appartamento, che d'inverno soffrono particolarmente per il riscaldamento.
- Acqua di cottura della pasta o riso (non salata): se si cucina senza sale (o con pochissimo), l'acqua di cottura è ricca di amidi. Una volta raffreddata, può essere è un eccellente nutriente per le piante d'appartamento che d'inverno soffrono per l'aria secca dei radiatori.
- Acqua di condensa: per chi utilizza deumidificatori o asciugatrici a condensazione, quell'acqua (seppur demineralizzata e non potabile) è ideale per i ferri da stiro o per le vaschette dei radiatori, evitando l'accumulo di calcare.
- Recupero della doccia: se si attende che l'acqua diventi calda per la doccia, è possibile raccogliere i primi litri "freddi" in un secchio. Quest'acqua pulita può essere usata per lavare i pavimenti o per lo scarico del WC.
Umidificazione e benessere: una scelta green
Umidificare correttamente non è solo una questione di comfort, ma di efficienza energetica. Un'aria con il giusto grado di umidità (tra il 40% e il 60%) trasmette una sensazione di calore maggiore rispetto a un'aria troppo secca. Questo permette di mantenere il termostato leggermente più basso, risparmiando energia e riducendo le emissioni di CO2.
L'economia circolare parte dal basso
La sfida del 2026 è capire che la sostenibilità non richiede sempre grandi investimenti tecnologici, ma spesso solo un cambio di prospettiva. Considerare l'acqua come un bene "circolare" all'interno della propria casa, specialmente durante i mesi freddi, è il primo passo per diventare consumatori davvero consapevoli.
Fonti:
EPA: Water Recycling and Reuse
Water Footprint Network: Personal Water Footprint
CSIR: Urban Water Sustainability
Di Salvatore Galeone