Le balene: custodi da tutelare dell’equilibrio oceanico

Le balene: custodi da tutelare dell’equilibrio oceanico

Scopri perché i giganti del mare sono fondamentali per il ciclo del carbonio e della vita marina, e in generale contribuiscono all’equilibrio ecosistemico di questi ambienti

MILANO – Il 16 febbraio 2026 ricorre la Giornata mondiale delle balene, dedicata alla celebrazione di uno degli animali più iconici del pianeta. Ma al di là del loro fascino e delle dimensioni imponenti, le balene sono molto più che simboli della biodiversità marina: sono ingranaggi fondamentali del sistema oceanico. Attraverso comportamenti naturali che si ripetono da milioni di anni, questi cetacei contribuiscono a regolare il clima, a sostenere la vita marina e a influenzare il ciclo del carbonio in modo sorprendentemente efficace.

Balene e ciclo del carbonio: un legame profondo

Il legame tra balene e carbonio inizia dal loro stesso corpo. Le balene accumulano carbonio mentre crescono, nutrendosi di krill e piccoli organismi che, a loro volta, si alimentano di fitoplancton. Questo processo trasferisce il carbonio dalla superficie oceanica verso organismi di grandi dimensioni, dove rimane immagazzinato per decenni. Quando una balena muore, il suo corpo può affondare fino al fondale oceanico. Qui, il carbonio contenuto nei suoi tessuti viene sottratto al ciclo atmosferico e può restare intrappolato negli abissi per secoli. Questo fenomeno, noto come whale fall, è un processo naturale che contribuisce all’equilibrio climatico del Pianeta, tanto più efficace quanto più le popolazioni di balene sono numerose e longeve.

La “pompa delle balene” e la fertilità degli oceani

Uno degli aspetti più affascinanti del ruolo ecologico delle balene riguarda il loro modo di nutrirsi e di muoversi verticalmente nell’oceano. Le balene si alimentano in profondità e risalgono regolarmente in superficie per respirare. Durante questo processo rilasciano sostanze di scarto ricche di nutrienti fondamentali, come ferro e azoto, proprio negli strati superficiali dell’oceano. Questi nutrienti favoriscono la crescita del fitoplancton, microscopici organismi vegetali che costituiscono la base della catena alimentare marina. 

Il fitoplancton, oltre a sostenere pesci e altre forme di vita, svolge un ruolo cruciale nella fotosintesi oceanica, assorbendo grandi quantità di anidride carbonica e producendo ossigeno. Senza questo meccanismo naturale, la capacità degli oceani di funzionare come regolatori climatici sarebbe drasticamente ridotta.

Tempi lunghi e condizioni delicate

Il contributo delle balene all’equilibrio oceanico non è immediato né uniforme. Si basa su cicli biologici lenti, su migrazioni stagionali che collegano ecosistemi lontanissimi e su condizioni ambientali stabili. Le balene trasportano nutrienti da aree ricche di cibo a zone più povere, redistribuendo risorse essenziali su scala globale. La riduzione drastica delle popolazioni di balene nel corso del Novecento, causata dalla caccia industriale, ha interrotto in parte questi equilibri. Studi recenti suggeriscono che oceani con popolazioni di balene più abbondanti sarebbero anche oceani più produttivi e più capaci di assorbire carbonio.

Balene come architetti della biodiversità

La presenza delle balene influenza la vita marina ben oltre il momento dell’alimentazione. I loro spostamenti, spesso lunghi migliaia di chilometri, collegano ecosistemi lontani tra loro, favorendo una circolazione continua di energia e nutrienti. In questo modo, le balene contribuiscono a rendere gli oceani più omogenei e vitali, sostenendo catene alimentari complesse anche in aree apparentemente isolate. Il loro ruolo si riflette nella maggiore abbondanza di plancton, nella disponibilità di cibo per pesci e invertebrati e, a cascata, nella salute di interi ecosistemi marini. Dove le balene sono presenti in modo stabile, gli oceani tendono a essere più produttivi e ricchi di vita, a dimostrazione di quanto questi grandi mammiferi agiscano come veri regolatori naturali della biodiversità.

Perché proteggere le balene significa proteggere il Pianeta

In un’epoca segnata dal cambiamento climatico e dalla crescente pressione sugli ecosistemi marini, le balene rappresentano una delle più potenti alleate naturali dell’equilibrio terrestre. Proteggerle non è solo una scelta etica o conservazionistica, ma una strategia concreta per rafforzare la resilienza degli oceani e del clima globale. Riconoscere il loro ruolo significa comprendere che la salute del Pianeta passa anche dai suoi abitanti più grandi, silenziosi e antichi.

Fonti:

Il ruolo delle balene nello stoccaggio del carbonio. 2024

Abbiamo bisogno delle balene per rimuovere più CO2 possibile dall'atmosfera, 2023

Fitoplancton: cos'è e cosa c'entra con ossigeno e Co2, 2025 

 

Di Fabiola Ceglie

 

 

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