MILANO - Le montagne sono spesso celebrate per panorami e trekking, ma il loro ruolo più vitale è nascosto nel ghiaccio, nella neve e nei suoli permeabili che immagazzinano acqua. Le aree montane, secondo la FAO e l’UNEP, forniscono dal 60 all’80% dell’acqua dolce mondiale, pur occupando meno di un terzo della superficie terrestre. Sono veri “castelli d’acqua”, essenziali per fiumi, irrigazione, energia idroelettrica e biodiversità. Tuttavia, queste riserve naturali sono oggi fragili: tra riscaldamento globale, urbanizzazione alpina e sfruttamento turistico, il loro equilibrio è sempre più delicato.
Le Alpi europee: il serbatoio d’acqua d’Europa
Le Alpi alimentano grandi fiumi europei come Po, Reno, Rodano e Danubio. Secondo l’European Environment Agency, i ghiacciai alpini hanno perso circa il 50% della loro massa dal 1900. Questi ghiacciai agiscono come “buffer idrologici”: rilasciano acqua in estate quando le piogge diminuiscono, sostenendo agricoltura, energia e acqua potabile in Italia, Francia, Svizzera, Austria e Germania.
La loro tutela passa sicuramente attraverso una gestione sostenibile del turismo di massa, un monitoraggio costante dei ghiacciai tramite reti come Glamos (Switzerland Glacier Monitoring Network) e una protezione dei bacini montani da cementificazione e sfruttamento eccessivo.
Himalaya e Hindu Kush: il “Terzo Polo” del mondo
La regione Himalaya–Hindu Kush è definita “Third Pole” perché contiene la più grande riserva di ghiaccio dopo Artico e Antartide. Alimenta sistemi fluviali giganteschi come Gange, Brahmaputra, Mekong, Yangtze e Indo, da cui dipendono quasi 2 miliardi di persone.
Per la tutela di questa regione sono previsti sistemi di allerta per le piene glaciali (GLOFs), una cooperazione internazionale tra India, Nepal, Pakistan e Cina e programmi di riduzione del black carbon, che accelera lo scioglimento superficiale.
Le Ande: la “spina dorsale blu” del Sud America
Le Ande sono fondamentali per Paesi come Perù, Cile e Bolivia. I ghiacciai andini alimentano bacini che forniscono acqua a grandi città tra cui Lima, considerata una metropoli tra le più aride al mondo ma dipendente dai ghiacciai tropicali. Secondo UNEP, i ghiacciai andini tropicali hanno perso tra il 30% e il 50% della loro massa dal 1970.
La tutela delle riserve idriche montane passa anche attraverso pratiche concrete. I sistemi di raccolta dell’acqua piovana permettono di conservare risorse preziose nei periodi più umidi. Le tecniche tradizionali di “sembrado y cosecha de agua” favoriscono l’infiltrazione e il rilascio graduale dell’acqua nel terreno, sostenendo le comunità locali. Allo stesso tempo, la protezione delle zone umide d’alta quota mantiene intatti questi naturali bacini di accumulo, fondamentali per garantire flussi regolari a valle.
Montagne Rocciose (USA e Canada): la banca idrica del Nord America
Le Rocky Mountains alimentano fiumi come Colorado, Columbia e Missouri. Negli USA occidentali, secondo USGS, fino al 75% dell’acqua proviene da bacini montani innevati.
Come tutelarle
La tutela delle riserve idriche montane passa anche da interventi mirati. Una buona gestione degli accumuli nevosi e delle foreste aiuta a prevenire incendi e a mantenere stabile il ciclo dell’acqua. Allo stesso tempo, piani di conservazione nei bacini idrici più vulnerabili, come quelli del Southwest statunitense, permettono di ottimizzare l’uso delle risorse disponibili. Infine, introdurre limiti all’estrazione idrica agricola nelle zone aride evita il sovrasfruttamento e preserva l’acqua per usi prioritari e sostenibili.
Il Caucaso e l’Asia Centrale: riserve silenziose ma essenziali
Le montagne del Caucaso e del Pamir alimentano fiumi cruciali come Amu Darya e Syr Darya. Sono vitali per l’agricoltura di Uzbekistan, Kazakistan e Turkmenistan. Secondo UNECE, la regione sta sperimentando un declino glaciale costante, con impatti sulla disponibilità idrica stagionale.
La tutela delle riserve idriche montane richiede anche strumenti di collaborazione e pratiche mirate. La cooperazione internazionale sulle acque transfrontaliere garantisce una gestione condivisa e più equilibrata delle risorse che attraversano diversi Paesi. Il rinnovamento dei sistemi irrigui tradizionali a bassa dispersione permette di usare l’acqua in modo più efficiente, riducendo sprechi in aree spesso fragili. Infine, i progetti di riforestazione aiutano a stabilizzare i suoli e a migliorare la capacità naturale del territorio di trattenere acqua.
Proteggere la riserva d’acqua più preziosa: le montagne
In definitiva, tutelare le riserve idriche montane significa agire su conoscenza, gestione e responsabilità. Il monitoraggio scientifico continuo ci permette di capire come neve e ghiaccio stanno cambiando, mentre limitare il consumo di suolo e curare le foreste mantiene stabile il delicato equilibrio idrologico in quota. Ridurre l’inquinamento atmosferico rallenta lo scioglimento accelerato dei ghiacciai e politiche di cooperazione tra Paesi garantiscono una gestione equa delle acque che dalle montagne scendono a valle. Proteggere le montagne significa, in fondo, proteggere la nostra riserva d’acqua più preziosa.
Fonti:
- Manifesto-ENG.pdf, 2025
- Sistemi di allertamento per lo scioglimento dei ghiacciai (GLOF) in Pakistan, 2022
- Ghiacciai alpini: perso il 50% della superficie in 100 anni, 2021
- Homepage | UNECE
Di Fabiola Ceglie