You are here

New York sommersa d'acqua: la mostra provocazione di due film maker

New York sommersa d'acqua: la mostra provocazione di due film maker

Il video dei film maker Claire&Max mostra una New York sommersa d’acqua, un modo per metterci in guardia dalle possibili conseguenze del riscaldamento globale

MILANO – In chiave provocatoria, scandito da forte pathos, il video dei film maker Claire&Max mostra una New York sommersa d’acqua, un importante spunto per riflettere sull’aumento del livello delle acque.

Lo scenario secondo gli autori non si allontana molto dalla realtà, ma si tratta di una ricostruzione di quel che potrebbe accadere nel caso in cui l'uomo non fosse in grado di fermare o rallentare il processo di riscaldamento globale.

Questo è quanto viene riportato dal Dailymail.

Il video trae spunto da uno dei punti del Trattato di Parigi 2016

L'Ipcc, Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, ha previsto che entro il 2100 le acque degli Oceani si alzeranno di circa un metro.

Secondo le previsioni di James Hansen, professore alla Columbia University, aumenterà il livello delle acque dai cinque ai nove metri entro il 2080.

Per questo è importante che i governi rispettino gli accordi di Parigi sottoscritti a dicembre 2016.

Tra i punti del trattato è infatti previsto che le 195 nazioni firmatarie si impegnino a mantenere l'aumento medio della temperatura mondiale al di sotto di 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali.

Questo aiuterebbe a ridurre in misura significativa i rischi e l'impatto dei cambiamenti climatici in corso. Il video è stato chiamato “two°C” proprio per sottolineare l'importanza che quei due gradi possono avere per la salvezza del pianeta.

Una possibile realtà fra 60-8o anni

Nel video, l’acqua che sommerge la città, è stata creata usando il software di simulazione 3D, mentre le persone sono state rimosse usando Photoshop.

Gli effetti catastrofici del cambiamento climatico sulla Grande Mela, come mostra il video, potrebbero diventare la realtà nei prossimi 60-80 anni.

di Salvatore Galeone

9 agosto 2017

credits: Menll'Lab