Waving Wall: l'installazione che racconta l'acqua invisibile

Waving Wall: l'installazione che racconta l'acqua invisibile

A Chalkwell, paese a sud est di Londra, l'installazione Waving Wall mira a sensibilizzare sulla quantità di acqua usata per i prodotti quotidiani

MILANO – A sud-est di Londra, nel piccolo paesino di Chalkwell, è stata realizzata un’opera d’arte con l’obiettivo di sensibilizzare quanta acqua, non accorgendocene, consumiamo ogni giorno.

L’installazione artistica è stata chiamata Waving Wall per richiamare la necessità di inseguire l’onda del cambiamento nelle abitudini di tutti i giorni ed essere consapevoli del valore di questa preziosa risorsa.

Progettata dallo studio di architettura Holdup, l’opera è composta da oltre 1.200 water cooler da 19 litri, a dimostrazione dell’enorme quantità d’acqua che tutti i giorni utilizziamo sotto forma di prodotti di largo consumo.

Come spiegato dagli organizzatori, infatti, un inglese “vede” in media solo il 3% dell’acqua che consuma quotidianamente.

L’“acqua nascosta”

The Waving Wall si propone di aiutare a visualizzare la grande quantità d’acqua necessaria per fabbricare molti prodotti – la cosiddetta embedded water, cioè l’acqua nascosta – attraverso un semplice calcolo.

Il “muro” è composto da circa 22.800 litri d’acqua che corrispondono alla quantità necessaria a produrre circa 2 paia di jeans e 5 bistecche di manzo.

Secondo gli organizzatori, questo dato è sufficiente a far capire quanto sia importante assumere la consapevolezza che tutto quello che ci circonda ha un “costo” in termini di consumo idrico.

Nel Regno Unito, su base quotidiana, ogni persona è a contatto con circa 4.645 litri di acqua, pari a circa 50 vasche da bagno piene fino all’orlo.

di Salvatore Galeone

24 novembre 2017

credit: @holdup