Brasile 2016, il vero nemico degli atleti è la disidratazione alt_tag

Brasile 2016, il vero nemico degli atleti è la disidratazione

I livelli di idratazione e le prestazioni sono così intrinsecamente legate che la loro relazione viene studiata continuamente dal CIO

MILANO – Le ultime olimpiadi si svolsero nel 2014 nella città più calda della Cina, con temperature che raggiunsero anche i 42 gradi e tassi di umidità superiori all’80%. Quest’anno, se possibile, la situazione resta grosso modo invariata, dal momento che i giochi olimpici si svolgeranno a Rio de Janeiro, in Brasile, dove sempre nel 2014, durante i mondiali di calcio, abbiamo assistito per la prima volta ai break durante la partita per permettere ai calciatori di idratarsi.

L’importanza dell’idratazione

Secondo gli esperti dell’Osservatorio Sanpellegrino, con la sudorazione si perdono elettroliti e minerali quindi bisogna reidratarsi abbondantemente con un’acqua ricca di Sali dove il calcio rappresenta un’alta percentuale di questi elementi. In condizioni straordinarie come quelle brasiliane l’idratazione deve essere continuativa e non a spot per evitare che il corpo perda liquidi e minerali e condizionare negativamente le performance agonistiche.

I rischi della disidratazione

Edemi da calore, crampi muscolari e colpi di sole sono i disturbi più frequenti. Ma a risentirne è anche il cervello, come dimostra uno studio scientifico inglese pubblicato sul National Center for Biotechnology Information condotto da Matthew Kempton e Ulrich Ettinger, dell'Istituto di psichiatria al King's College di Londra. I ricercatori hanno constatato che dopo 90 minuti di sudorazione costante, la riduzione media del cervello, in termini quantitativi, è pari a quella che si registra dopo circa 14 mesi di super stress costante

L’attenzione del CIO

I livelli di idratazione e le prestazioni sono così intrinsecamente legati che la loro relazione viene studiata continuamente dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale), con particolari ripercussioni anche dal punto di vista nervoso. Le contrazioni muscolari sono stimolate dal sistema nervoso attraverso l'invio di impulsi elettrici in tutto il sistema muscolare. Questi impulsi sono continuamente attivi nel corso dell’esercizio fisico, e le ripetute contrazioni causano l’avvertimento del senso di fatica nel nostro cervello. Il mantenimento di adeguati livelli di idratazione prima e durante l'esercizio fisico riduce la tensione sia sui muscoli che sui neuroni, evitando così l’avvertimento del senso di fatica.

di Alessandro Michielli

2 agosto 2016