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Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci torna in Italia

Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci torna in Italia

Il celebre manoscritto sarà esposto nell'Aula Magliabechiana degli Uffizi fino al 20 gennaio 2019 e riporta le indagini sull’acqua del genio italiano

MILANO – Il Codice Leicester, il preziosissimo manoscritto proprietà di Bill Gates che normalmente viene conservato al buio perché la carta si può esporre solo di rado, torna a Firenze dopo molti decenni. La mostra "L’acqua microscopio della natura. Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci", curata da Paolo Galluzzi, è frutto di oltre due anni di preparazione e presenta eccezionali apparati tecnologici per poter consultare il codice così come numerosi altri preziosi fogli autografi del genio di Vinci. 

La mostra sarà esposta agli Uffizi di Firenze fino al 20 gennaio 2019, anno in cui ricorrono i 500 anni dalla morte di Leonardo.

Leonardo e l’acqua

Il tema centrale del Cordice Leicester è l’acqua, elemento che affascinava immensamente Leonardo, al punto che l'artista svolse molte indagini per comprenderne la natura, sfruttarne l’energia e controllarne i potenziali effetti rovinosi.

Il manoscritto ha come tema principale l'ingegneria idraulica e tutte le questioni sull'origine dell'acqua e sulla presenza dell'acqua sulla Luna, un tema attualissimo perché solo pochi mesi fa abbiamo avuto la conferma che esiste l'acqua su Marte e che quindi l'origine dell'acqua è da cercare in un altro sistema solare. Inoltre Leonardo anticipa alcuni temi ecologici mettendo in analogia le acque che corrono sotto terra e le vene del corpo umano.

Il genio di Leonardo

“Spesso si parla di Leonardo scienziato separandolo dal Leonardo artista, questa divisione non esisteva nel Rinascimento - ha spiegato Eike Schmidt direttore delle Gallerie degli Uffizi - l'arte veniva vista come 'tekne' nel senso greco della parola che è alla radice di parole come 'tecnica' o 'tecnologia', in greco significava 'arte', nessun altro personaggio del passato comprova questa unità come Leonardo da Vinci.

Se guardiamo i disegni nel suo codice, per lui è una questione graduale, procede da uno schizzo dove cerca di risolvere un problema tecnico a un disegno artistico nel senso enfatico della parola. Questo lo vediamo anche nei quadri esposti nella nuova sala di Leonardo al secondo piano degli Uffizi, dove si vede spesso rappresentata l'acqua, in varie forme, liquida o gassosa, nuvole e dove è evidente un'osservazione estremamente precisa della natura”.

di Alessandro Conte

8 novembre 2018

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