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Luca Stefanini

Una corretta idratazione rende la Juventus vincente

Intervista al dottor Luca Stefanini, medico sociale della prima squadra

Dal punto di vista della preparazione, quanta attenzione viene data all’idratazione durante il ritiro estivo? E nel riscaldamento pre-gara?

L’acqua è il principale costituente dell’organismo umano e rappresenta il 50-70% del totale.

Le principali funzioni sono il trasporto di sostanze nutritive, la partecipazione a reazioni metaboliche e la regolazione della temperatura cutanea.

Un corretto apporto idrico è fondamentale per gli atleti, in particolare per coloro che praticano attività sportive di durata superiore ai 50-60 minuti.

Maggiore è la temperatura ambientale, maggiore sarà la dispersione di calore che l’organismo attua attraverso la sudorazione. Pertanto, condizioni ambientali quali quelle tipiche del ritiro estivo, rendono d’obbligo una maggiore attenzione all’introduzione di acqua prima, durante e dopo le sedute di allenamento al fine di mantenere costanti i livelli di liquidi corporei.

Anche nel riscaldamento pre-gara è importante l’assunzione di acqua: lo sportivo non dovrebbe mai soffrire la sete, perché questo stimolo è avvertito solo quando l’acqua circolante libera (circa 2 litri) è stata esaurita con conseguente rapido calo dell’efficienza fisica.

In che misura la disidratazione può incidere sulle performance agonistiche di un calciatore?

La perdita di acqua ed elettroliti dopo sudorazione abbondante (con una perdita d’acqua dell’1-5% rispetto al peso corporeo) non sufficientemente reintegrata, può indurre dapprima, sete, tachicardia, aumento della temperatura e successivamente (perdita del 6-10%) stordimento, mal di testa, respirazione difficoltosa, formicolii; infine (11-20%) compaiono spasmi, dolori addominali e muscolari diffusi, spossatezza fino ai sintomi più gravi del colpo di calore.

Ecco perché la disidratazione è assolutamente dannosa per la performance dello sportivo.

Come incidono le diverse condizioni atmosferiche sullo stato di idratazione di un calciatore?

La quantità di acqua scambiata con l’esterno varia con la temperatura ambiente; più questa è elevata maggiore dovrà essere la dispersione con il sudore.

È importante effettuare un programma di acclimatazione al calore; questo consiste in periodi progressivamente più lunghi di esercizi eseguiti al caldo durante i quali l’atleta deve abituarsi ad assumere più acqua.

Nei programmi atletici della Juventus, quanta importanza viene data all’idratazione quale elemento in grado di dare un vantaggio competitivo?

Lo staff medico della Juventus è molto attento al monitoraggio dello stato di idratazione dei propri atleti e all’attuazione di semplici strategie volte alla prevenzione della disidratazione. L’allenamento viene programmato in modo tale da prevedere regolari pause per concedere ai calciatori di idratarsi e, sia prima sia al termine delle sedute di allenamento, ogni calciatore viene continuamente stimolato all’assunzione di acqua.

In media quanti liquidi perde un calciatore durante una partita?

In caso di aumento della temperatura corporea, che si verifica in caso di esercizio fisico prolungato, intenso e a temperature spesso elevate, l’organismo umano attiva quale meccanismo di dispersione del calore la sudorazione ed evaporazione  che può arrivare anche a 3 litri / ora.

In base alla sua esperienza, ricorda qualche caso – attuale o passato – di calciatori disidratati?

Capita molto spesso che, al termine di partite molto intense e giocate con condizioni climatiche sfavorevoli, si faccia notte fonda al controllo antidoping sulle urine: si tratta di un inconveniente legato all’eccessiva perdita di liquidi con la sudorazione che, fortunatamente nulla ha a che vedere con i sintomi della disidratazione vera e propria, tali invece da causare seri problemi per la salute.

Non sono tuttavia rari i casi di calciatori con dolori muscolari successivi alla partita che durano parecchie ore, associati a senso di spossatezza marcata ed eventuali disturbi dell’apparato urinario.