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Eros e passione, ecco tutti i rischi di chi sceglie l’amore in acqua

Con l’arrivo dell’estate e l’aumento delle temperature, sale la voglia di raffreddare i bollenti spiriti in acqua

MILANO -  L’acqua, elemento che ci accompagna sin dalla nascita, rappresenta un fattore fondamentale anche nel sesso: quando ci immergiamo riusciamo, infatti, a riappropriarci di una fisicità più libera e spontanea.

L’acqua inoltre, avendo una densità maggiore rispetto all’aria, facilita i movimenti trasmettendoci una sensazione di “alleggerimento” del corpo che ci permette di sperimentare maggiormente anche in campo sessuale.

Ma attenzione ai rischi.

L’acqua fonte di piacere

Molteplici le attività erotiche da poter svolgere in acqua, frutto delle fantasie di moltissimi uomini e donne. Un recente articolo apparso sul portale americano di Cosmopolitan ha infatti dimostrato come la “sessualità acquatica” sia molto più soddisfacente e divertente e permetta di raggiungere l’eccitazione in maniera più veloce ed intensa.

Questo, in particolare per le donne, le quali sembrano beneficiare di un effetto stimolante/tranquillizzante in quanto l’acqua, avvolgendo e proteggendo il proprio corpo, espone meno la fisicità e permette di abbandonarsi maggiormente al piacere.

L’acqua costituisce inoltre un lubrificante naturale, e modulandone la temperatura permette di ottenere, a seconda dei momenti e delle situazioni, un effetto più eccitante o più distensivo.

I rischi

Non sono da trascurare alcuni fattori che potrebbero causare conseguenze spiacevoli. Innanzitutto è fondamentale tenere in considerazione che molti luoghi dell’amore estivo, come spiagge, mare e piscine, possono essere un ottimo terreno di cultura per i batteri.

Uno studio della Oregon State University ha infatti rilevato che l’estate è un momento di picco per le infezioni batteriche, che salgono del 17% per ogni aumento di 10 gradi della temperatura.

Inoltre, il sesso in acqua non protegge assolutamente dal rischio di gravidanze indesiderate. Fare l’amore in acqua, inoltre, rende impossibile l’uso di contraccettivi materiali, i quali nonostante siano pensati per essere compatibili con i lubrificanti a base di acqua, non devono essere completamente immersi in essa.

Le case produttrici dunque non garantiscono sulla loro efficacia se usati in piscine, vasche o in mare. Altro rischio legato al mancato utilizzo di queste precauzioni è quello legato alla possibilità di contagio di malattie sessualmente trasmissibili.

di Alessandro Conte

22 agosto 2018

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