Le incredibili attività subacquee dell’Isola di Okinawa - In a Bottle

Le incredibili attività subacquee dell’Isola di Okinawa

La prefettura giapponese, di cui fanno parte più di 150 isole, offre avventure davvero particolari che attraggono numerosi sub ed appassionati

MILANO – Immergersi nelle profondità dell’Oceano Pacifico, alla ricerca delle più rare e meravigliose specie di pesci, vedere la barriera corallina, ma andare anche alla scoperta di uno dei siti architettonici più spettacolari al mondo, di cui non è noto se sia stato creato dall’uomo o dalla Natura. Okinawa, prefettura del Giappone di cui fanno parte più di 150 isole che si trovano nel Mar Cinese Orientale, offre questo (e molto altro) a tutti i turisti che, nel corso dell’anno, la vanno a visitare. Il luogo diventa così meta privilegiata da tutti i sub e dagli amanti di avventure inedite anche durante la stagione invernale, per via delle temperature miti che caratterizzano il posto.

Alla scoperta della sorprendente Piramide Yonaguni

La Piramide, che prende il nome dall’isola più vicina, è una struttura architettonica di cui non si sa né quando è stata creata né, soprattutto, se sia stata fatta dalla mano dell’uomo oppure dalla natura. Il sito si trova al di sotto di 30 metri dalla superficie e presenta rocce a gradini e formazioni che somigliano a dei sentieri e a degli anfiteatri. Il posto è stato scoperto nel 1987 quando alcuni subacquei si immersero in queste acque per studiare la folta popolazione degli squali martello. Fu il giapponese Kihachiro Aratake a scoprire la struttura, che richiamava molto le piramidi egiziane. 

La nave sommersa, l’acquario Churaumi e l’estesa barriera corallina

Oltre alla Piramide Yonaguni, gli amanti dell’avventura possono lasciarsi affascinare dalla visita al cacciatorpediniere “USS Emmons”, colato a picco nel 1945 a seguito di un attacco kamikaze nemico. Localizzato di fronte all’Isola di Okinawa, il relitto conserva ancora gran parte dei suoi armamenti e tutto intorno si possono notare dei branchi di pesci “snapper” dalle bande blu, ma anche i cardinali e bandiera. La barriera corallina è nota per la presenza di pesci di grandi dimensioni come il carango gigante, il tonno dogtooth e lo squalo martello, che però è visibile soltanto in determinati periodi dell’anno. Quello balena, invece, la cui lunghezza può raggiungere anche i 20 metri, è considerato non pericoloso per l’uomo (dato che si nutre di plancton): per ammirarlo da vicino è sufficiente effettuare una visita presso l’Acquario Churaumi, dove possono essere viste anche altre centinaia di specie e la più grande esposizione al mondo di coralli viventi.

di Michael Dones

Source: Adobe Stock

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