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Acqua dall’aria contro la crisi idrica in Namibia

In Namibia la Ong HumaCoo sta lavorando ad un progetto che converte aria in acqua per avere accesso diretto a 2500 litri di acqua potabile al giorno

MILANO – A distanza di due anni dal riconoscimento da parte dell’Onu dell’acqua come diritto umano fondamentale, esistono ancora zone del mondo gravemente afflitte dal problema dell’acqua per consumo umano e domestico.

Una di queste è la Namibia, un grande Paese dell’Africa australe noto per la sua natura selvaggia e per le sue riserve minerarie,  dove la cui popolazione si trova a fronteggiare carenze idriche e igienico-sanitarie. E’ qui che si è concentrata l’attenzione della ong HumaCoo, con un progetto che guarda soprattutto ai bambini.

Il progetto

L’iniziativa è rivolta in particolare alla regione del Kunene, dove il 75% dei suoi 88.300 abitanti vive  in aree rurali e deve fare i conti con condizioni ambientali e infrastrutturali critiche.  L’ONG ha spiegato che un certo numero di scuole di Opuwo, specialmente quelle nelle aree più periferiche, non dispongono di acqua potabile.

Il rischio per la salute di bambini e ragazzi è inevitabile: alunni dai 5 ai 7 anni sono costretti a impiegare acqua non depurata inquinata dai rifiuti.

Per arginare questa situazione, la Fondazione HumaCoo  ha avviato un progetto di cooperazione per l’area di Opuwo, il capoluogo del Kunene ed evidenzia che oltre a riqualificare la Hungua Primary School, che diventerà presto un vero e proprio campus scolastico, il progetto introdurrà una tecnologia di conversione dell’aria in acqua, che consentirà di avere accesso diretto a 2.500 litri d’acqua potabile al giorno.

Impegno e obiettivi

HumaCoo sta realizzando il suo progetto in Namibia insieme al water solution provider SEAS, puntando a garantire la sopravvivenza della popolazione e il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, ambientali e di vita. I beneficiari diretti del progetto sono le 515 persone presenti all’interno dell’Istituto, studenti e personale scolastico. Beneficiari indiretti saranno, invece, le loro famiglie grazie al miglioramento generale delle condizioni ambientali delle aree in cui risiedono.

Oltre all’acqua da bere,  la rete tecnologica di SEAS potrà produrre dai 10 ai 20 mila litri ogni giorno destinati all’uso sanitario e irriguo.

di Salvatore Galeone

18 dicembre 2018

source: pixabay.com