Le ondate di calore quintuplicheranno entro il 2050 alt_tag

Le ondate di calore quintuplicheranno entro il 2050

Secondo il celebre Max Planck Institute il cambiamento climatico influenzerà anche i flussi migratori

MILANO – Una ricerca, condotta in tandem dal Max Planck Institute e dal Cyprus Institute, ha analizzato due orizzonti temporali, il 2050 e il 2100. Per analizzare l’andamento delle temperature nell’area nel corso del 21esimo secolo, i ricercatori hanno incrociato i risultati di 26 modelli climatici che si sono già rivelati affidabili nel prevedere i dati poi effettivamente rilevati negli anni 1986-2005. Due gli scenari proposti. Nel primo caso si ipotizza che i gas serra emessi dalle attività umane in atmosfera continuino come se niente fosse, seguendo il modello business-as-usual. Il secondo caso, più ottimista, prevede un mondo che riuscirà a mantenere la promessa siglata da più di 195 paesi (Italia compresa) nell’Accordo di Parigi, con la temperatura media globale che non supererà la soglia critica di +2 °C rispetto all’era pre-industriale.

Le conseguenze sui flussi migratori

A fronte di questi dati, indipendentemente da quale scenario o climatico diventerà realtà, i ricercatori sono d’accordo su un punto. «Il cambiamento climatico peggiorerà sensibilmente le condizioni di vita nel Medio Oriente e in Nord Africa – ha spiegato Jos Lelieveld, direttore del Max Planck Institute per la Chimica – In futuro, il clima in gran parte di queste aree potrebbe cambiare in modo tale da mettere in pericolo la stessa sopravvivenza dei suoi abitanti. Le prolungate ondate di calore e le tempeste di sabbia potranno rendere alcune regioni inabitabili, il che sicuramente contribuirà alla pressione migratoria».

Un tema per l’agenda internazionale

Il cambiamento climatico ci farà fare i conti con il fenomeno dei rifugiati climatici. Ci sono aree del mondo dove le persone si spostano per motivi legati al cambiamento del clima. Ventotto milioni di africani vedono la loro sopravvivenza minacciata da El Niño. Piccole isole dei Caraibi e del Pacifico sono minacciate. Questi fenomeni non sono una stranezza, ma un tema sull’agenda della politica internazionale”. Si è espresso così il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni nell’ambito di una conferenza sull’Ambiente organizzata dall’Arma dei carabinieri e dal Corpo Forestale dello Stato.

di Alessandro Michielli