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Uno studio italo-canadese per conoscere la storia dell’acqua

Un triangolo tra Milano, Roma e l’Ontario, in Canada, per indagare l’acqua del sottosuolo milanese

MILANO – Un triangolo tra Milano, Roma e l’Ontario, in Canada, per indagare l’acqua del sottosuolo e ricostruire la storia dell’acqua, così da rendere ancora più efficiente ed efficace la gestione del servizio idrico. Sono gli obiettivi del progetto avviato in collaborazione con La Sapienza di Roma e l’Università di Waterloo in Canada dal Gruppo CAP, e che entro pochi mesi restituirà all’azienda idrica milanese la carta di identità più completa ed evoluta della falda sotterranea, ricostruita basandosi sulle analisi isotopiche.

Curiosità e studio

“Conoscere i percorsi sotterranei non è soltanto una curiosità scientifica, ma uno strumento pratico per una gestione industriale più efficace ed efficiente, tanto più oggi che la falda risulta minacciata dalla pressione antropica, in grado di trasportare potenziali inquinanti nel sottosuolo, e da una riduzione della disponibilità legata ai cambiamenti climatici” ha spiegato il presidente Alessandro Russo.

Il metodo della ricerca

Per esaminare il movimento delle acque sotterranee, la ricerca si basa sulle analisi isotopiche, sia della molecola d’acqua che dei composti disciolti in acqua, come nitrati e solfati per esempio. Infatti, ogni composto chimico include tra i milioni di molecole, alcune molecole differenti, composte ad esempio da idrogeno o ossigeno più pesanti perché corrispondenti ad atomi contenenti un neutrone in più. Il rapporto tra isotopi leggeri e pesanti è differente a seconda della provenienza, della storia e del percorso delle acque sotterranee, consentendoci quindi di distinguere tra le diverse acque sotterranee, anche se hanno la stessa composizione chimica. Il progetto, a cui stanno lavorando i geologi del Gruppo CAP insieme con il Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza di Roma e i ricercatori dell’Università di Waterloo (Canada), è ormai in fase avanzata e i risultati non dovrebbero tardare ad arrivare.

di Salvatore Galeone