MILANO - Sull'isola vulcanica di Jeju, in Corea del Sud, esiste una delle tradizioni femminili più affascinanti e longeve al mondo. Le Haenyeo, letteralmente "donne del mare", praticano da secoli la pesca in apnea senza l'ausilio di bombole, raccogliendo molluschi, alghe e ricci di mare nel rispetto degli ecosistemi marini. Oggi questa pratica rappresenta non solo una fonte di sostentamento e un simbolo dell'identità locale, ma anche un modello di sostenibilità riconosciuto a livello internazionale. Dal 2016 la cultura delle Haenyeo è infatti iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dell'UNESCO.
Le origini delle Haenyeo
Le Haenyeo sono una comunità di pescatrici dell'isola di Jeju, situata nello stretto tra la Corea del Sud e il Mar Cinese Orientale. Le testimonianze storiche attestano la presenza di subacquei sull'isola da oltre mille anni, ma solo a partire tra il XVII e il XVIII secolo la pesca in apnea divenne un'attività prevalentemente femminile. Secondo gli studiosi, il cambiamento fu favorito da diversi fattori: l'elevata mortalità maschile dovuta alla pesca d'altura, il peso della tassazione imposta agli uomini e la maggiore capacità delle donne di affrontare le immersioni prolungate nelle acque fredde.
Con il tempo le Haenyeo divennero il principale sostegno economico di molte famiglie, contribuendo a creare una società locale caratterizzata da un ruolo femminile particolarmente forte rispetto al resto della Corea tradizionale.
Una tecnica tramandata di generazione in generazione
La particolarità delle Haenyeo consiste nella capacità di immergersi in apnea fino a circa 10 metri di profondità, anche se le pescatrici più esperte possono raggiungere quote superiori, trattenendo il respiro per circa uno o due minuti. Durante una giornata di lavoro possono trascorrere fino a sette ore in mare, effettuando decine di immersioni.
Per raccogliere abaloni, ricci di mare, polpi, conchiglie e alghe utilizzano strumenti essenziali: una muta, una rete galleggiante e pochi attrezzi manuali. Al termine di ogni immersione emettono un caratteristico fischio, chiamato sumbisori, che permette di espellere rapidamente l'anidride carbonica e inspirare nuova aria prima della successiva discesa. Questo suono è diventato uno dei simboli più riconoscibili della cultura delle Haenyeo.
L'apprendimento avviene ancora oggi attraverso la pratica diretta: le pescatrici più esperte insegnano alle giovani tecniche, norme di sicurezza e conoscenze sull'ambiente marino, mantenendo viva una tradizione basata sulla trasmissione orale.
Un esempio di pesca sostenibile
Oltre al valore culturale, le Haenyeo rappresentano un esempio concreto di gestione sostenibile delle risorse marine. Le immersioni vengono effettuate senza l'impiego di autorespiratori o mezzi meccanici, limitando naturalmente il tempo trascorso sott'acqua e quindi la quantità di risorse prelevate.
Le comunità di pescatrici rispettano inoltre regole condivise che prevedono periodi di riposo per alcune aree marine, dimensioni minime delle catture e raccolta selettiva delle specie. Questo sistema contribuisce alla conservazione della biodiversità e alla rigenerazione degli ecosistemi costieri, tanto da essere indicato dall'UNESCO come uno degli elementi distintivi della cultura delle Haenyeo.
Prima di iniziare la stagione di pesca vengono ancora celebrati riti tradizionali dedicati alla divinità del mare, durante i quali si invoca protezione per le pescatrici e abbondanza nelle catture, a testimonianza del profondo legame spirituale con l'ambiente marino.
Un patrimonio da preservare
Nel 2016 la Cultura delle Haenyeo di Jeju è stata inserita nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dell'UNESCO per il suo valore storico, sociale e ambientale. Il riconoscimento sottolinea il contributo delle Haenyeo alla valorizzazione del ruolo delle donne, alla trasmissione delle conoscenze tradizionali e alla tutela degli ecosistemi marini.
Oggi, tuttavia, questa tradizione è minacciata dal progressivo invecchiamento delle pescatrici e dal ridotto ricambio generazionale. La maggior parte delle Haenyeo attive ha infatti più di sessant'anni e le giovani che scelgono questo mestiere sono sempre meno. A ciò si aggiungono gli effetti del cambiamento climatico e dell'innalzamento della temperatura del mare, che stanno modificando la disponibilità delle specie marine e rendendo sempre più difficile mantenere questa attività.
Nonostante le difficoltà, le Haenyeo continuano a rappresentare un simbolo di resilienza, autonomia femminile e rispetto per il mare. La loro esperienza dimostra come tradizione, conoscenza locale e sostenibilità possano convivere, offrendo ancora oggi un modello di gestione responsabile delle risorse naturali.
Fonti
- UNESCO Intangible Cultural Heritage – Culture of Jeju Haenyeo (Women Divers)
- UNESCO – The Haenyeo: Living Legends of Jeju Island
- Visit Jeju – Culture of Haenyeo Women Divers
- The Guardian – South Korea's female freedivers: TV has made stars of the haenyeo but what is their real story? (2025)
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Di Martina Invernizzi