Se la neve diventa opera d’arte

Eravamo abituati a pensare la neve come qualcosa di incantevole se vista sotto il suo lato romantico e straordinaria riserva d’acqua se analizzata sotto il profilo scientifico. Oggi l’artista...

Da riserva d’acqua a impronta ipnotica

MILANO – Dimenticate per una volta tele, pennelli e tempere e pensate all’arte come qualcosa di maestoso e sconfinato. È ciò che ha fatto l’artista britannico Simon Beck, che ha trasformato la neve da straordinaria riserva d’acqua a elemento principe delle sue opere d’arte.

L’IDEA – Beck camminando per miglia attraverso soffici letti di neve, lasciando dietro di sé una miriade di impronte che creano dei motivi geometrici accattivanti ed ipnotici. Una sorta di veri e propri quadri “effimeri” grandi quanto tre campi di calcio che restano intatti per un breve lasso di tempo, fino a quando lo strato superficiale della neve si scioglie lasciando di nuovo spazio ad un’enorme tela bianca.

BELLEZZA GLACIALE – L’artista britannico prepara le sue opere realizzando prima degli schizzi con goniometro e righello, e poi, ingigantendoli a dismisura, li traspone passeggiando sul manto innevato. Ci vogliono una media di dieci ore di cammino per raggiungere il campo prescelto. Raggiunto il posto, per completare il disegno potrebbero trascorrere anche due interi giorni. Solitamente Beck svolge la maggior parte del suo lavoro di notte, quando le temperature sono più rigide, per permettere alle sue creazioni di “resistere” fino all’intero completamento dell’impresa.