A Singapore pigne giganti con la plastica riciclata

A Singapore pigne giganti con la plastica riciclata

Singapore: lo studio di architettura Spark ha creato un punto di osservazione per bagnanti a forma di pigna con la plastica riciclata

MILANO – Capanne a forma di pigna sparse per la spiaggia e ogni “pigna” è realizzata con la plastica raccolta dall’oceano e la notte si illuminano grazie a moduli fotovoltaici. Come ha riportato l’autorevole magazine sul design Dezeen, il progetto è dello studio di architettura Spark, che ha fuso alcune delle milioni di tonnellate di plastica per creare delle inusuali strutture architettoniche sul bagnasciuga dell’East Coast Park di Singapore. L’obiettivo è fornire spunti per riflettere sull’importanza del riciclo.

Le pigne di Spark

Lo studio ha raccolto il materiale dividendolo in base al colore per poi triturarlo. I frammenti sono quindi stati versati in appositi stampi a forma di ciottoli e riscaldati, così da ottenere come prodotto finale un nuovo tipo di piastrella, col quale è stato realizzato il rivestimento esterno della capanna. Grazie alla forma ovoidale disegnata da Spark, queste piastrelle l’hanno fatta assomigliare a una grande pigna multicolore con vista sul mare. Il basamento e lo stelo, invece, sono stati prefabbricati in calcestruzzo. La curvatura nella parte superiore della casa sull’albero è stata ottenuta grazie a una composizione di legno. La notte, queste strane pigne si accendono e illuminano debolmente il litorale. Moduli fotovoltaici forniscono l’energia necessaria.

Sensibilizzare al riciclo

L’obiettivo era quello di offrire spazi riparati per il campeggio ai visitatori, ma allo stesso tempo aumentare la loro consapevolezza sugli effetti negativi della dispersione della plastica nel mare e spronarli su riciclo e riuso. La maggior parte di questi rifiuti è di polietilene ad alta densità, una plastica non biodegradabile di uso comunissimo ma riciclabile. Ed è proprio di questo materiale che è composta la coloratissima casa sull’albero disegnata da Spark.

di Alessandro Conte

27 febbraio 2017

credits: Dezeen

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