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Sbarco sulla Luna: il 50esimo anniversario - In a Bottle

20 luglio 1969: mezzo secolo dallo sbarco sulla Luna

In occasione dell’anniversario della missione spaziale Apollo 11, ripercorriamo le scoperte effettuate durante questi anni legate alla presenza di acqua sul suolo lunare

MILANO – "Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l'umanità". Pronunciando questa epica frase il 20 luglio 1969 il comandante Neil Armstrong poggiò piede sulla Luna, passando alla storia come il primo uomo a sbarcare sul satellite terrestre. A distanza di mezzo secolo da quella incredibile passeggiata, ripercorriamo le grandi scoperte di astronauti e scienziati relative alla presenza di acqua sul suolo lunare.

Le prime rivelazioni

Sin dal 1960, ancor prima della storica missione Apollo 11, gli studiosi ipotizzavano che ai due poli lunari vi fosse presenza di acqua, contenuta sotto forma di ghiaccio in crateri permanentemente oscurati dalla luce del Sole. Il 18 novembre 2008 il satellite Chandrayaan-1 lanciò, da un’altezza di 100 km, una sonda sul suolo lunare, rivelando la presenza di “oro blu” anche nella sottile atmosfera. L'anno seguente, lo stesso satellite confermò, tramite spettrografia, tracce di idrossile nella luce riflessa dal Sole. Il 13 novembre 2009 la svolta: la NASA annunciava sulla rivista Science i risultati della missione della sonda LCROSS inviata sulla Luna per rilevare la presenza di acqua, confermando l’esistenza di depositi di ghiaccio nei pressi del Polo Sud lunare. Nel 2010, Chandrayaan-1 segnalò più di 40 crateri permanentemente oscurati dal Sole che si ipotizza possano contenere oltre 600 milioni di tonnellate di acqua.

La formazione di acqua sulla Luna

Secondo i dati rilevati dagli scienziati, la formazione delle molecole d'acqua sulla Luna è dovuta ad un processo ciclico favorito dall’azione del vento solare che deposita continuamente protoni sulla superficie. Questi, abbinati all’ossigeno presente, danno vita a molecole di idrossile. Tali scoperte furono possibili grazie al Moon Minerology Mapper (l’M3), all’epoca nuovo strumento della Nasa,  usato dalla sonda indiana Chandrayaan-1 per rilevare onde luminose sulla superficie del satellite. L'analisi di queste fluttuazioni ha mostrato la presenza di molecole di HO, l'idrossile appunto, una molecola con un atomo di idrogeno in meno rispetto a una particella d'acqua. Inoltre, nel 2011 un nuovo studio ha evidenziato che la percentuale di acqua presente sulla Luna potrebbe addirittura essere simile a quella terrestre grazie ai depositi che potrebbero essere stati generati dalle eruzioni magmatiche in un lontanissimo passato del corpo celeste.

di Salvatore Galeone

Source: Adobe Stock

19 Luglio 2019