Rapporto ASviS 2022: l’Italia in ritardo su Obiettivi Agenda ONU 2030

Rapporto ASviS 2022: l’Italia in ritardo su Obiettivi Agenda ONU 2030

L’Unione Europea, Italia compresa, prosegue lentamente nel raggiungimento degli Obiettivi ONU di Sviluppo Sostenibile

MILANO – Sono 17 gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite decretati nell’ambito dell’Agenda Onu 2030, il programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

Secondo i dati del settimo Rapporto annuale ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), l’Italia, nel raggiungimento dei Sustainable Development Goals (SDGs) sarebbe in ritardo, così come l’Europa nel suo complesso. La crisi dovuta alla pandemia e le sfide energetiche attuali hanno rallentato nel complesso i Paesi europei nell’allineamento agli obiettivi ONU ma, analizzando il lungo periodo 2010-2021, si possono notare miglioramenti riguardanti 8 degli obiettivi.

Cos’è il Rapporto ASviS

Dal 2016, Il Rapporto annuale “L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” dell’ASviS fa il punto della situazione italiana rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030 grazie al contributo di 300 esperti dell’Alleanza. Il Rapporto ASviS analizza le performance europee attraverso 33 diversi indicatori di sostenibilità confrontando così la situazione italiana con quella europea dal 2019 al 2021.

Dal documento emerge che l’Italia ha registrato, tra il 2010 e il 2021, sul percorso verso l’Agenda 2030, traguardi ma anche rallentamenti a seconda degli obiettivi presi in esame. Si notano, infatti, miglioramenti per otto SDGs: fame, salute, educazione, uguaglianza di genere, energia, innovazione e infrastrutture, consumo e produzione responsabili, clima. Si evidenzia, al contempo, un peggioramento in cinque Obiettivi: povertà, risorse idriche, ecosistema terrestre, pace e istituzioni solide e cooperazione internazionale. Invariata è invece situazione per quattro SDGs: lavoro, disuguaglianze, città e tutela degli ecosistemi marini. Analizzando dieci obiettivi, il livello registrato nel 2021 è ancora al di sotto di quello del 2019, a conferma che il Paese non ha ancora superato gli effetti negativi causati dalla crisi pandemica.

Focus sui territori italiani: il Rapporto Territori 2022

Analizzando meglio le performance italiane, Il Rapporto Territori 2022 è il documento AsviS che analizza le differenze di comportamento tra le regioni e le province autonome tra il 2010 e il 2021. È presentato, infatti, un posizionamento di regioni, province, città metropolitane, aree urbane e comuni d’Italia rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Onu.

La rappresentazione che emerge dallo studio è quella di un Paese a diverse velocità, in cui le differenze territoriali aumentano o restano invariate. Nel periodo analizzato, 2010-2021, le disuguaglianze territoriali tra le regioni e le province autonome sono aumentate per sette goal: Povertà, Salute, Istruzione, Parità di genere, Energia, Lavoro e crescita economica, Città e comunità. Sono diminuite per due Goal, Economia circolare, Giustizia e istituzioni, e rimaste stabili per cinque Goal, Agricoltura e alimentazione, Acqua pulita e servizi igienico-sanitari, Infrastrutture e innovazione, Disuguaglianze, Vita sulla terra.

“Nonostante la ripresa registrata nell’ultimo biennio, caratterizzato dalla caduta e dal rimbalzo dell’economia causati dalla pandemia, gli indicatori di sostenibilità dell’Italia, in particolare quelli sociali e ambientali, sono in peggioramento”, ha affermato la Presidente dell’ASviS Marcella Mallen. “Per sottolineare questa situazione di emergenza abbiamo rappresentato i dati del Rapporto usando quattro frecce, relative alle quattro dimensioni della sostenibilità, ambientale, economica, istituzionale e sociale. Dal 2019 al 2021 registriamo un aumento delle disuguaglianze di reddito, una crescente difficoltà del sistema sanitario di rispondere alle esigenze dei cittadini, specialmente dei più deboli e un arretramento degli indicatori ambientali, in particolare quelli sul consumo di suolo e sulla gestione delle risorse idriche”. La Presidente AsviS sottolinea infine l’urgenza di costruire un modello di sviluppo realmente sostenibile per dare una svolta radicale al nostro modo di abitare la Terra ed impegnarci per diffondere un benessere condiviso e durevole, come indicato dall’Agenda 2030.

Evelyn Novello

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