Il fenomeno dell'emergenza idrica secondo il geologo Eugenio Di Loreto

Precipitazioni scarse, problemi strutturali nelle reti di acquedotti, ed un aumento dell'uso della risorsa idrica da parte della popolazione, queste le principali cause del fenomeno dell'emergenza idrica in Italia secondo il geologo Eugenio Di Loreto. Suggerimenti e pratici consigli per evitare gli sprechi e scongiurare la crisi idrica...

Eugenio Di Loreto del Consiglio Nazionale dei Geologi spiega le cause del fenomeno e i comportamenti da adottare per evitare la crisi

MILANO - Con l’arrivo dell’estate sale il rischio dell’ emergenza idrica,  fenomeno spesso legato ad un uso poco consapevole della risorsa da parte della popolazione, incurante degli sprechi.  Quali le altre cause? E quali i suggerimenti da adottare per un comportamento più responsabile al fine di minimizzare sprechi? Ecco il punto di vista ed i consigli del Dott. Eugenio Di Loreto del Consiglio Nazionale dei Geologi.

Quali sono le cause principali del fenomeno estivo dell’ “emergenza idrica” e quanto incide un uso poco razionale della risorsa idrica da parte della popolazione?

L’Italia è una nazione ricca d’acqua e di buona qualità; consumiamo mediamente a testa 200 litri al giorno. Per una serie di storici problemi strutturali delle reti di acquedotti colabrodo, purtroppo in alcuni porzioni del territorio meridionale si assiste a fenomeni di emergenza idrica, con razionalizzazione nella distribuzione. Durante i mesi luglio e agosto, nei quali le precipitazioni diminuiscono o sono assenti, ma nel contempo la richiesta d’acqua per l’agricoltura o per l’uso domestico aumenta, si verificano i maggiori problemi. Il comportamento della popolazione incide in minima parte, tuttavia il rispetto di norme comportamentali può aiutare ad evitare inutili sprechi.

Quanto aumenta il consumo di acqua in estate da parte della popolazione rispetto al resto dell’anno?

Specialmente nella stagione estiva, in particolar modo nei centri di vacanza, il consumo di acqua può anche raddoppiare o triplicare in relazione all’enorme aumento della popolazione residente nei centri di soggiorno. Il fabbisogno è maggiore rispetto al resto dell’anno, in quanto con il caldo si ha più sete, c’è necessità di lavarsi frequentemente, si devono innaffiare prati, giardini e orti.

Quanta acqua viene utilizzata in più per l’uso domestico?

Sicuramente più del doppio, rispetto alle altre stagioni. Circa il 95 % dell’utilizzo domestico serve per usi igienici, lavare casa, azionare sciacquoni (15 litri a scarico) o per il funzionamento di elettrodomestici e uso alimentare.

Dal punto di vista idrologico, in termini di ricarica delle falde, la situazione appare critica per questi mesi estivi? Come sono state le precipitazioni nel corso dell’anno rispetto alla media?

Per quanto riguarda l’anno in corso la situazione non sembra essere critica. Si è assistito infatti ad un fenomeno di aumento delle precipitazioni medie annue di circa il 60%, nei mesi primaverili che assommate alle precedenti piogge invernali hanno contribuito alla ricarica delle falde idriche, permettendo così di stare al momento tranquilli.

Quali sono i territori italiani più interessati dal fenomeno e quindi maggiormente a rischio?

Come detto in precedenza gran parte del meridione è potenzialmente a rischio. Sia per gli aspetti climatici, con scarsissime piogge durante l’anno, sia per i problemi infrastrutturali, ma anche per la densità di popolazione come in Campania, Sicilia e Puglia.

Aggiornato il 24 luglio 2013