Mamme, ecco i falsi miti sull'alimentazione dei vostri figli

In un'intervista esclusiva, il dottor Giorgio Donegani, specializzato in educazione alimentare, spiega il rapporto tra idratazione e crescita dei più piccoli e quanta consapevolezza hanno le...

Il 30% delle mamme con figli in sovrappeso o obesi non percepisce come esagerato il peso dei propri bambini

MILANO – Sopravvive ancora il modello del paffuto è bello; tutte le bevande sono equivalenti; non si deve dare da bere ai propri figli quando sono sudati. Sono solo alcune delle false credenze in fatto di alimentazione ed idratazione tra le mamme delineate dal dottor Giorgio Donegani, specializzato in educazione alimentare. In un’intervista esclusiva spiega in che modo una corretta idratazione aiuta i più piccoli a crescere in modo sano e completo.

Quanto una corretta idratazione influenza la buona crescita dei bambini?

Influisce molto perché l’acqua svolge diverse funzioni, tutte importantissime:

  • E’ il solvente delle numerose sostanze chimiche che intervengono nelle reazioni vitali;
  • Regola la temperatura corporea ed il volume delle cellule;
  • Permette il trasporto delle sostanze nutritive e l’eliminazione dei rifiuti del metabolismo corporeo
  • Favorisce la digestione
  • Diluisce le sostanze introdotte nell’organismo

Una insufficiente idratazione rende difficoltoso lo svolgersi di tutte le reazioni e i processi implicati nella crescita: si riduce il volume del plasma sanguigno per cui l’ossigeno e i nutrienti vengono distribuiti con difficoltà al cervello e agli altri tessuti. Già con un deficit del 2% rispetto all’idratazione ottimale si prova il senso di sete, mentre con un deficit del 6% compaiono svogliatezza, spossatezza, irritabilità, aggressività.

In relazione alle diverse fasce di età, quanta e quali tipologie di acqua sono più adatte per il loro fabbisogno?

All’inizio dello svezzamento, il bisogno di acqua è di circa 130 millilitri per ogni chilo di peso corporeo, anche se si possono registrare variazioni notevoli da bimbo a bimbo. Quest’acqua in parte va offerta come bevanda, in parte è costituente del latte, in parte ancora è ingrediente di pappe e minestre e  in una certa quantità  deriva  dagli alimenti che ne contengono naturalmente.

Al compimento di un anno di vita quando l’assunzione di latte è ridotta, le richieste di acqua da bere aumentano,  fino anche a  1 lt al giorno, per poi avvicinarsi alle necessità di un adulto (un litro e mezzo) dai tre anni in poi.

Per la prima infanzia sono consigliabili le acque con residuo fisso inferiore a 500 mg/l, cosiddette “oligominerali” oppure le minimamente mineralizzate, con residuo fisso  minimo. Con la crescita  si possono considerare acque con un contenuto di minerali superiore, particolarmente nei periodi più caldi, di intensa sudorazione.

Quali sono i principali benefici che i Sali minerali disciolti nelle acqua apportano all’organismo in crescita dei bambini?

Una presenza significativa di carbonati si può associare a una maggior facilità di digestione, mentre dal punto di vista strutturale, un elemento minerale di interesse particolare è il calcio, necessario alla fabbricazione del tessuto osseo.

Quali sono le fasce di età più sensibili allo sviluppo del corpo e in che modo dal punto di vista alimentare e nutrizionale possono essere accompagnate?

Nei primi tre anni di vita la crescita è molto rapida, ma prosegue con ritmi elevati anche negli anni successivi, pur rallentando, per poi avere una nuova impennata  con la pubertà.  Sostenere queste fasi con un’alimentazione adeguata è indispensabile e richiede una valutazione attenta dei bisogni dell’organismo. Nella prima infanzia, soprattutto nel periodo dello svezzamento, è spesso sopravvalutata la necessità di proteine. In realtà un eccesso di questi nutrienti nella prima infanzia  è considerato tra le cause  principali della tendenza al sovrappeso.  Le proteine servono, ma non è assolutamente il caso di eccedere, anzi, rispetto alle tendenze attuali, sarebbe  generalmente da ridurre il consumo di carne. Viceversa, i piccoli hanno un maggior bisogno di grassi proporzionalmente agli adulti. In particolare di grassi “buoni” come quelli del pesce e dell’olio extravergine d’oliva. I carboidrati devono costituire sempre la prima fonte di energia per l’organismo, puntando soprattutto su quelli complessi dei cereali e limitando gli zuccheri semplici dei dolci. Verdura e frutta sarebbero alimenti importantissimi, ma non sono sempre graditi. Sta a noi adulti riuscire a renderli meglio accetti, sperimentando diverse modalità di proposta e soprattutto dando il buon esempio. 

In base alla sua esperienza, quanta consapevolezza c’è nelle mamme sulla sana alimentazione e corretta idratazione dei loro figli?

C’è molta sensibilità, ma al contempo anche molta disinformazione. Alcuni pregiudizi sono duri a morire e condizionano pesantemente l’atteggiamento delle mamme nei confronti dell’alimentazione dei figli.

Qualche esempio:

  • Le indagini più recenti ci dicono che il 30% delle mamme di bambini in sovrappeso o addirittura obesi, non percepisce come esagerato il peso dei propri figli;
  • Sopravvive ancora il modello del bimbo paffuto e rotondo come ideale di salute;
  • Molte mamme pensano che i loro bambini mangino poco e indulgono troppo alla proposta di alimenti dolci e di snack salati, preoccupate dal fatto che comunque mangino qualcosa;
  • La carne, pur essendo un alimento utile, è ancora sopravvalutata nella sua importanza, e  lo stesso vale per il latte;
  • Esiste la tendenza a considerare equivalenti un po’ tutte le bevande, mentre l’acqua è l’unica sempre raccomandabile: non contiene zuccheri,  non diseduca il palato, non fornisce calorie;
  • A proposito dell’acqua, persistono credenze assurde, come quella che non si debba bere durante i pasti oppure che non si debba dare da bere ai bimbi quando sono sudati. 

aggiornato il 2 gennaio 2014