MILANO - Parlare di alimentazione oggi significa districarsi tra mode, regole rigide e messaggi spesso contraddittori. Silene Pretto ha scelto una strada diversa: quella della semplicità, del rispetto e della concretezza. Nutrizione consapevole, divulgazione accessibile e zero estremismi sono i pilastri di un percorso che l’ha portata dalla genetica forense ai social, dai libri a un nuovo progetto dedicato al benessere quotidiano. Un racconto che unisce scienza, esperienza personale e attenzione autentica alle persone.
Ciao Silene, di cosa ti occupi e come è nato il tuo percorso come nutrizionista e divulgatrice nel mondo dell’alimentazione consapevole?
Mi occupo di Nutrizione e divulgazione legata all’alimentazione consapevole. Il mio percorso non nasce direttamente da questo ambito: ho studiato biotecnologie mediche con il sogno di lavorare nei RIS e ho mosso i primi passi nella genetica forense, partecipando a test di paternità e indagini scientifiche. In parallelo ho iniziato a sperimentare su me stessa il potere di un’alimentazione equilibrata e di un allenamento strutturato, vivendo un cambiamento profondo che mi ha portata ad appassionarmi sempre di più alla nutrizione.
Da lì ho deciso di tornare a studiare, integrando le mie competenze scientifiche con la nutrizione. Mi sono iscritta all’Albo dei Biologi dopo l’esame di Stato e ho continuato a formarmi attraverso master e corsi di approfondimento. Nello stesso periodo ho iniziato a condividere sui social quello che stavo imparando, con un approccio semplice, onesto e concreto. Col tempo ho capito che il mio vero valore stava proprio lì: tradurre la scienza in qualcosa di comprensibile, umano e applicabile alla vita di tutti i giorni. Ed è così che è nata la Silene: una “Nutrizionista per Amica”, che ancora oggi crede in un’alimentazione senza estremismi, senza sensi di colpa e profondamente rispettosa della persona.
AmatiLab è uno dei progetti centrali del tuo lavoro. Che cos’è, come nasce e che tipo di supporto concreto mette a disposizione a chi desidera migliorare il proprio rapporto con il cibo, il corpo e il benessere quotidiano?
AmatiLab è un progetto molto recente, ma profondamente rappresentativo della mia visione. Nasce dal desiderio di creare uno spazio sicuro e concreto in cui parlare di alimentazione, corpo e benessere in modo realistico e sostenibile. L’obiettivo è costruire, passo dopo passo, una piattaforma di supporto pratico: contenuti editoriali, ebook e materiali guidati pensati per aiutare le persone a orientarsi nelle scelte quotidiane, dall’alimentazione allo stile di vita, senza rigidità né schemi estremi.
AmatiLab mette a disposizione strumenti semplici ma consapevoli, progettati per accompagnare chi sente il bisogno di fare chiarezza, ritrovare equilibrio e imparare ad ascoltare il proprio corpo. In futuro il progetto si amplierà anche grazie alla collaborazione con altri professionisti, per offrire un supporto sempre più completo. Alla base di tutto c’è un messaggio chiaro: prendersi cura di sé senza ossessioni, senza estremismi e senza sensi di colpa, mettendo al centro il benessere e non la perfezione.
Oggi parlare di alimentazione significa inevitabilmente parlare anche di spreco alimentare. Dal tuo punto di vista, quali sono le abitudini più semplici e concrete che possiamo adottare ogni giorno in cucina per ridurre gli sprechi e mangiare in modo più consapevole?
Ridurre lo spreco alimentare è uno dei primi passi verso un’alimentazione davvero consapevole. Dal punto di vista pratico, tutto parte dalla pianificazione: fare la spesa con una lista, basata su pasti realistici e sulle reali necessità della settimana, aiuta a evitare acquisti impulsivi e inutili. In cucina è fondamentale imparare a leggere correttamente le etichette, distinguendo tra data di scadenza e termine minimo di conservazione: molti alimenti possono essere consumati in sicurezza anche oltre il “da consumarsi preferibilmente entro”, se ben conservati. Un’altra abitudine semplice è organizzare il frigorifero in modo funzionale, tenendo gli alimenti più deperibili in vista e utilizzando il freezer come un vero alleato.
Tengo tanto a questo argomento infatti, all’interno di AmatiLab, saranno disponibili ebook e PDF pratici che affrontano anche questi temi, con consigli concreti e applicabili nella vita di tutti i giorni.
Nel tempo hai scritto diversi libri - Colazione da Silene, In cucina con la tua nutrizionista, una nutrizionista per amica ed Easy Healthy. Qual è il filo conduttore che li unisce e quale messaggio vorresti arrivasse a chi si avvicina per la prima volta al tuo lavoro?
Il filo conduttore che unisce tutti i miei libri è una visione molto chiara dell’alimentazione: l’idea che la parola “dieta” non debba essere associata a privazione, rigidità o sofferenza. Il mio lavoro si nutre di una filosofia opposta, che invita ad abbandonare questo stereotipo per costruire uno stile di vita sostenibile, capace di accompagnarci nel tempo senza il sapore della rinuncia. Il messaggio che cerco di trasmettere, fin dal primo libro, è che il cibo va amato. Oggi più che mai è fondamentale parlare di un rapporto sereno con l’alimentazione, soprattutto in un contesto in cui i disturbi del comportamento alimentare sono in aumento e i social propongono modelli spesso irraggiungibili e fuorvianti, basati su restrizioni estreme e comportamenti sbilanciati. Nei miei libri, così come nel mio lavoro quotidiano, l’obiettivo è far capire che ogni percorso alimentare è personale e che l’alimentazione non deve rispondere solo a un fine estetico, ma soprattutto a un obiettivo di benessere e prevenzione: sentirsi bene oggi e nel lungo periodo.
A chi si avvicina per la prima volta al mio lavoro vorrei arrivasse questo messaggio: mangiare bene è possibile senza rinunciare al gusto, senza vivere il cibo con paura o senso di colpa. Un’alimentazione equilibrata può essere appagante, concreta e compatibile con la vita reale. Questo, per me, è l’unico vero “status” a cui valga la pena aspirare.
Di Stefano Morretta