MILANO - Figlia d’arte e insegnante di danza classica accademica, Serena Rainò ha trasformato un’eredità artistica in una visione contemporanea del movimento, dove tecnica, disciplina e benessere si intrecciano profondamente. Dalla formazione all’Accademia del Teatro alla Scala alla creazione del metodo Fitstretching, la danza diventa per lei uno strumento di consapevolezza accessibile a tutti, non solo ai professionisti. In questa intervista Serena racconta il suo rapporto con il corpo, l’importanza spesso sottovalutata dell’idratazione nel mondo della danza e come il movimento intelligente, unito all’ascolto e alla cura di sé, possa diventare una vera pratica quotidiana di benessere.
Ciao Serena, raccontaci chi sei e come è nata la tua passione per la danza. Quali tappe sono state fondamentali nel tuo percorso, non solo artistico ma anche umano, e come la danza ha contribuito a costruire il tuo rapporto con il corpo e il benessere?
Ciao, sono Serena Rainò insegnante di danza classica accademica e ideatrice del metodo Fitstretching. Sono figlia d’arte, mio padre è stato etoile dell’opera di Roma negli anni d’oro della danza, e la mia passione è nata così: vivendo attivamente quel mondo magico ancor prima di saper camminare. Credo che fondamentale sia stato l’intero percorso, una lunga storia d’amore coltivata sia in sala da ballo che in teatro. Ma l’evento più incisivo è stata l’ammissione all’Accademia del Teatro alla Scala dove mi sono formata come insegnante. Il percorso artistico ha nutrito e plasmato l’umano tanto che amo “pensarmi” come un’opera d’arte in movimento, ma non nel senso dandistico del termine. Non è la bellezza a guidarmi ma il senso, sono arte perché la contengo, la condivido e la amo. Il messaggio quindi è che tutti possiamo esserlo.
Il rapporto con il corpo è stato fortunato perché possedevo alcune caratteristiche estetiche necessarie alla danza (ma non tutte!), e di sicuro la danza mi ha insegnato che spesso il benessere è legato alla disciplina.
Una buona routine di allenamento, una buona alimentazione e idratazione sono amiche del benessere.
Nel mondo dello sport l’idratazione è un elemento chiave, ma spesso poco raccontato nella danza. Quanto è importante per una danzatrice – soprattutto a livelli intensi o professionali? E come influisce su performance, concentrazione e recupero?
L’idratazione è importantissima per i ballerini, basti pensare all’intensità di una singola variazione e alla quantità di acqua e sali minerali che devono essere reintegrati per mantenere la performance. Dopo uno spettacolo intero o durante le tournée si attuano vere e proprie strategie per il recupero. Ma il discorso è valido anche per i dilettanti o per gli studenti: alla fine di una normale lezione di danza è necessario idratarsi e reintegrarsi.
C’è poi un discorso a lungo termine che riguarda proprio il benessere della fascia (un sistema continuo di tessuto connettivo che avvolge muscoli, ossa, nervi) e l’importanza di mantenerla idratata. Una fascia in salute è più elastica e questa qualità è fondamentale per un ballerino.
Come si ottiene? Muovendosi e variando il movimento, eseguendo alcuni tipi di stretching intelligente (come il PNF), migliorando la respirazione e ovviamente bevendo tutta l’acqua di cui abbiamo bisogno!
Cos’è FITSTRETCHING e da quale esigenza è nato questo progetto? In che modo unisce movimento, consapevolezza e benessere, rendendo accessibili i benefici della danza anche a chi non è danzatore?
Fitstretching è un allenamento nato durante il lockdown, pensato per trasporre online alcuni dei benefici della lezione di danza classica, adattandoli a un contesto accessibile e domestico. L’obiettivo è principalmente il benessere, più che l’estetica; quest’ultima è una naturale conseguenza. Una schiena forte ed elastica è sempre bellissima.
Fitstretching unisce movimento, consapevolezza e benessere perché lavora sugli ingredienti fondamentali della danza:
- Movimento - Non richiede coordinazioni complesse né virtuosismi. I gesti sono semplici, continui e funzionali: mobilità articolare, allungamenti attivi e controllo del centro. Questo permette al corpo di muoversi in modo fluido e sicuro, anche senza una formazione tecnica.
- Consapevolezza - Ogni esercizio è eseguito con attenzione al respiro, alle sensazioni e all’allineamento. L’obiettivo non è “fare bella figura”, ma percepire ciò che accade nel corpo. È qui che entra la qualità tipica della danza: ascolto, precisione e intenzione.
- Benessere - Il lavoro è pensato per migliorare postura, elasticità e forza profonda, riducendo tensioni inutili. Il risultato non è solo fisico, ma anche mentale: maggiore presenza, meno rigidità, più controllo.
In questo modo Fitstretching rende accessibili i benefici della danza senza richiedere di essere danzatori: non insegna passi, ma allena il corpo a muoversi con intelligenza
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di Martina Invernizzi