Vacanze, dal Corpo Forestale dello Stato il decalogo per un'estate che rispetti il territorio

L'ingegnere Ciro Lungo, Primo Dirigente del Corpo forestale dello Stato e Responsabile Nazionale del servizio CITES, spiega in un'intervista come conciliare vacanze e rispetto del territorio,...

Dal riciclo ai consigli per muoversi in sicurezza e nel rispetto del territorio

ROMA – L’estate è già arrivata e i turisti iniziano ad animare le località marine e naturalistiche del nostro Paese. Ma come ci si deve comportare per trascorrere vacanze serene che coniughino divertimento e rispetto per il territorio e l’ambiente? Abbiamo chiesto all’ingegnere Ciro Lungo, Primo dirigente del Corpo Forestale dello Stato e Responsabile Nazionale del servizio CITES, lo stato dell’arte in Italia sotto il profilo del rispetto ambientale e cosa possono fare, istituzioni e turisti, per tutelare il patrimonio italiano. Dal Corpo Forestale dello Stato, infine, il decalogo per le vacanze perfette, con i consigli e le regole pratiche da seguire per tutti coloro che vorranno passare l’estate a contatto con la natura e all'aria aperta.

Negli ultimi anni la sensibilità nei confronti dei territori caratteristici è aumentata?

Dobbiamo fare una distinzione tra i parchi in cui c’è una forte presenza o meno dell’uomo. In quelli a forte componente naturalistica la pressione antropica è molto ridotta e quindi il rispetto dell’ambiente è ferreo. In altri come ad esempio il parco del Cilento e del Circeo dove ci sono soprattutto chilometri e chilometri di coste, soprattutto d’estate, c’è forte pressione antropica ragione per cui i fenomeno delle cosiddette “discariche a cielo aperto” non è diminuito. Nei contesti naturalistici l’azione di sensibilizzazione porta maggiori frutti anche per l’attenzione degli autoctoni. Nei casi di turismo estivo “mordi e fuggi” c’è bisogno di una costante sensibilizzazione che già c’è, ma dev’essere potenziata. Corpo forestale, amministrazioni regionali, provinciali e locali dovrebbero adottare strategie comuni affinché non si distruggano gli habitat protetti.

Cosa fare quindi?

Io credo che il problema del riciclo e del rispetto dell’ambiente non sia una questione solo dei turisti. Non sempre le amministrazioni sono attente a promuovere un’adeguata sensibilizzazione. Si dovrebbe fare di più per le aree a maggior pregio ambientale, con qualche cartellone in più, sempre chiaramente non andando a deturpare il paesaggio naturalistico, richiamando i comportamenti da evitare, intimando di non lasciare rifiuti e soprattutto bottiglie di plastica.

Rispetto dell’ambiente vuol dire non sporcarlo ma anche saperlo vivere

Assolutamente sì. Numerosi parchi, come quello del Vesuvio ed quello del Cilento quello del Gargano sono parchi che mirano alla conservazione della natura ma soprattutto a trovare nuove forme di convivenza tra l’uomo e la natura e cercare modelli di sviluppo e turismo sostenibile. In questi contesti c’è una sfida che non è solo quella della conservazione della natura, ma anche che mira a favorire lo sviluppo territoriale trovando nuovi modelli di convivenza uomo natura, continuando nelle zone più affollate l’attività di sensibilizzazione.

Con quali strumenti?

Sicuramente buona parte la fa la sensibilità della persona: capire che l’ambiente in cui viviamo deve essere tenuto pulito aiuta anche a lasciarlo integro per le generazioni future. Detto questo credo che potenziare gli stalli di raccolta, soprattutto della plastica, potrebbe essere già un piccolo passo avanti. Nei parchi o in spiaggia si osservano spesso bottigliette disperse nell’ambiente con noncuranza. Rendere già più semplice e accessibile la raccolta differenziata, con una cartellonistica adeguata e un controllo rigido, contribuirebbe per lo meno a creare maggiore attenzione nei turisti e nei villeggianti.

IL DECALOGO - L'estate è la stagione di vacanza per eccellenza. Giorni da passare al mare, oppure da sfruttare per un breve pic-nic nel verde o per escursioni in montagna. Dal Corpo Forestale dello Stato ecco i consigli pratici e alcune regole da seguire pertutti quelli che cercheranno un contatto con la natura:

1.       Prima di programmare un'uscita consultare sempre i bollettini meteonivologici sul sito www.meteomont.org, un importante sistema di monitoraggio della montagna aggiornato 24 ore su 24;

2.      Programmare percorsi in base alle proprie capacità tecniche, di allenamento e al tempo che si ha a disposizione per tornare indietro;

3.      Dotarsi di attrezzature idonee e curare l'abbigliamento che deve essere comodo/sportivo, con calzature adeguate come scarpe da trekking;

4.      In caso di escursione lunga, portare con sé cibo e acqua per non incorrere in calo di zuccheri e malesseri dovuti alla fame;

5.      Prima di iniziare l'escursione, accertarsi che il cellulare sia carico e memorizzare i numeri di soccorso sanitario 118 e quello del Corpo forestale 1515;

6.      Se non si è pratici del posto, affidarsi a guide esperte oppure studiare l'orografia del territorio;

7.      Munirsi di carte dei sentieri che si intendono percorrere, reperibili gratuitamente presso le Proloco o nelle Agenzie turistiche;

8.      Lasciare detto dove si va a chi resta alla base, per accelerare in caso di bisogno, le attività di soccorso;

9.      Individuare lungo il percorso punti di riferimento importanti per l'orientamento;

10.   In caso di maltempo non sostare in prossimità di alberi o di pietre ed oggetti acuminati che potrebbero agire da parafulmine, ma tenersi ad una distanza di 200-300 metri. Meglio trovare riparo presso anfratti e grotte;

11.    È consigliabile accendere fuochi solo dove esistono aree appositamente attrezzate e ricordiamo che, in ogni caso, ogni fuoco è un potenziale pericolo per tutte le aree verdi;

12.   Non sostare sui prati con le automobili e rimanere su percorsi asfaltati;

13.   Rispettare l'ambiente non gettando carte o rifiuti dopo il pic-nic.

5 luglio 2012