Dagli Scarti del Pesce una Bioplastica per Imballaggi Monouso – In a Bottle

Una Bioplastica ottenuta dai resti del pesce: MarinaTex

Lucy Hughes, studentessa di 24 anni, ha sviluppato una bioplastica per la tesi di laurea impiegando gli scarti provenienti dall’industria ittica

MILANO – “Del maiale non si butta via niente”, si è soliti dire, ma lo stesso discorso vale per il pesce. Esiste infatti una bioplastica ottenuta dai resti provenienti dall’industria ittica: il materiale, che prende il nome di MarinaTex, è stato pensato da Lucy Hughes, una ragazza inglese di 24 anni, che dopo aver approfondito il tema ha sviluppato il progetto in occasione della sua tesi di laurea in Product Design presso l’Università del Sussex.

Com’è nata MarinaTex: plastica per imballaggi monouso

“La pelle e le squame sono parti flessibili, duttili e forti – ha dichiarato l’inventrice alla Reuters – E, proprio per questo motivo, ho capito che c’era del materiale da poter sfruttare appieno”. Ci sono voluti tanti mesi per effettuare tutte le ricerche del caso e più di cento sono stati i test effettuati “sul campo” per poter legare le proteine contenute nelle strutture del materiale di scarto. La chiave di svolta, ha riferito la  Hughes,  è stata l’individuazione del chitosano, derivato dal guscio dei crostacei, e dell’agar (una sorta di gel naturale) ottenuto dalle alghe rosse. La loro combinazione fornisce  a MarinaTex la giusta durezza ed elasticità. Il materiale realizzato è in fogli flessibili e traslucidi: per la produzione, inoltre, è richiesta poca energia e temperature inferiori ai 100 °C. È una soluzione ideale, quindi, per realizzare imballaggi monouso poiché necessita di 4-6 settimane per biodegradarsi, si adatta al compostaggio casalingo e non rilascia sostanze tossiche.

Il riconoscimento dalla James Dyson Foundation a Lucy Hughes

Il progetto ideato da Lucy Hughes è stato premiato dalla James Dyson Foundation che, in occasione della 15ª edizione del concorso internazionale dedicato ai giovani designer ed ingegneri, ha messo in palio 100 mila sterline, assegnandone 30 mila al primo classificato. Il nuovo obiettivo della studentessa, ora, è proseguire la propria ricerca per esplorare i possibili usi del nuovo materiale, analizzandone la forma, la funzione ed il relativo impatto ambientale.

di Salvatore Galeone

Source: Adobe Stock

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