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Ogni plastica è diversa: scopri come riciclarla correttamente

Ogni plastica è diversa: scopri come riciclarla correttamente

Scopri cosa significa il numero che spesso leggiamo sotto il packaging; PET o PVC, ci sono tanti tipi di plastica, ecco come riciclarla correttamente

MILANO – Riciclare vuol dire impegnarsi responsabilmente. I prodotti che troviamo sugli scaffali del supermercato, che in molti casi si assomigliano, in realtà hanno spesso e volentieri grandi differenze nella composizione dei materiali ed il consumatore di conseguenza, deve porre maggiore attenzione nella selezione dei rifiuti.

Rivolgendosi ai centri di riciclo può capitare che alcuni prodotti in plastica non vengano accettati, a causa della loro composizione.

Infatti esistono materie plastiche che, appurata la loro composizione, posso essere rispedite al mittente. Ci sono delle ragioni specifiche riguardo a questo argomento ed in certi casi c’è bisogno di rinfrescare la mente con una breve lezione sulla chimica.

Il processo

In un processo chiamato polimerizzazione, le plastiche vengono create con delle componenti di greggio o gas naturale. Questo processo di “cracking" crea monomeri di idrocarburi, che sono collegati tra loro in lunghe catene.

Esistono due gruppi di materie plastiche: termoplastici (gruppo maggiore) e termoindurenti (gruppo minore). I materiali del primo gruppo, una volta formati, possono essere riscaldati e riformati ripetutamente.

Ma cosa significano i numeri sul fondo dei contenitori? La numerazione differenzia i tipi di plastiche, che contengono al loro interno diversi tipi di resine.  Scoprire quali sono i tipi più comuni:

# 1 di polietilene tereftalato (PET)

Comunemente utilizzato nel confezionamento degli alimenti e nella produzione di bottiglie, il PET è resistente, riciclabile al 100% e mantiene inalterate le caratteristiche del prodotto.

# 2 in polietilene ad alta densità (HDPE)

Si tratta di una resina rigida, dura e forte, di colore lattiginoso naturale che si contraddistingue per un’ottima resistenza.

# 3 cloruro di polivinile (PVC)

I contenitori in PVC garantiscono durata e resistenza chimica. Viene utilizzato principalmente per contenitori di prodotti per la casa, come saponi e detergenti, prodotti chimici e articoli per la cura personale.

# 4 in polietilene a bassa densità (LDPE)

Ottimo per la produzione dei sacchetti in plastica. Ampiamente usato nella produzione di fili e cavi.

# 5 Polipropilene (PP)

Usato nella produzione di bottiglie di ketchup, contenitori di yogurt, flaconi di medicinali, bottiglie di sciroppo e involucri delle batterie per automobili.

# 6 Polistirene (PS)

Si tratta del polistirolo. Si presenta in molte forme, dai cartoni delle uova ai contenitori della carne fino alle scatole dell’insalata.

di Alessandro Conte

21 febbraio 2018

credits: fotolia