MILANO - Da oltre cento milioni di anni attraversano i mari del pianeta seguendo rotte che sfidano il tempo e le distanze. Le tartarughe marine sono tra i più straordinari navigatori del regno animale e rappresentano un importante indicatore dello stato di salute degli ecosistemi oceanici. Dalle spiagge di nidificazione alle aree di alimentazione, il loro viaggio collega habitat lontani e contribuisce al mantenimento dell'equilibrio marino. Ma oggi queste antiche viaggiatrici devono fare i conti con numerose minacce, dall'inquinamento alla perdita di habitat, fino agli effetti del cambiamento climatico.
Viaggiatrici degli oceani da milioni di anni
Le tartarughe marine popolano i mari della Terra da oltre 100 milioni di anni e hanno attraversato profondi cambiamenti climatici e geologici che hanno trasformato il pianeta. Oggi esistono sette specie di tartarughe marine nei mari tropicali e temperati del mondo, dalla comune Caretta caretta alla maestosa tartaruga liuto, la più grande tra tutte.
La loro caratteristica più sorprendente è la capacità di percorrere enormi distanze durante il corso della vita. Alcuni individui attraversano interi bacini oceanici per raggiungere le spiagge dove deporre le uova o le aree più ricche di cibo. Questi spostamenti possono coprire migliaia di chilometri e vengono ripetuti più volte nel corso degli anni. Le ricerche hanno dimostrato che le tartarughe sono in grado di orientarsi utilizzando il campo magnetico terrestre, una sorta di bussola naturale che permette loro di ritrovare la strada anche in mare aperto.
Un ruolo fondamentale per l'equilibrio marino
Le tartarughe marine non sono soltanto straordinarie migratrici: svolgono anche un ruolo essenziale per il funzionamento degli ecosistemi. Alcune specie, come la tartaruga verde, si nutrono prevalentemente di fanerogame marine contribuendo a mantenere in salute le praterie sommerse. Altre frequentano le barriere coralline, dove partecipano all'equilibrio delle comunità biologiche che ospitano.
La loro presenza collega ambienti molto diversi tra loro: spiagge, fondali costieri, mare aperto e reef tropicali. Per questo motivo vengono considerate specie sentinella. Monitorare le loro popolazioni permette infatti agli scienziati di raccogliere informazioni preziose sullo stato di salute degli oceani e sugli effetti delle attività umane sugli habitat marini.
Il ritorno alla spiaggia d'origine
Tra i fenomeni più affascinanti della biologia marina c'è il ritorno delle femmine adulte alla spiaggia in cui sono nate. Dopo aver trascorso anni in mare aperto e aver percorso migliaia di chilometri, molte tartarughe riescono a ritrovare con sorprendente precisione il luogo in cui deporre le proprie uova.
La fase della nidificazione è estremamente delicata. Le femmine emergono sulla spiaggia durante la notte, scavano una buca nella sabbia e vi depongono le uova prima di tornare in mare. Dopo circa due mesi, i piccoli si schiudono e iniziano la loro corsa verso l'acqua. In questa fase sono particolarmente vulnerabili e persino l'illuminazione artificiale delle coste può disorientarli, allontanandoli dal mare e riducendo le loro probabilità di sopravvivenza.
Le minacce lungo la rotta
Nonostante la loro straordinaria capacità di adattamento, le tartarughe marine devono affrontare numerose pressioni. L'inquinamento dei mari rappresenta una delle minacce più note: i rifiuti possono essere scambiati per meduse o altri alimenti. A questo si aggiungono le catture accidentali negli attrezzi da pesca, la perdita degli habitat costieri, il traffico marittimo e gli effetti della crisi climatica.
Anche le spiagge di nidificazione stanno subendo trasformazioni sempre più rapide. L'erosione costiera, l'innalzamento del livello del mare e le variazioni delle temperature della sabbia possono influenzare il successo riproduttivo delle popolazioni e compromettere la sopravvivenza delle future generazioni.
Una giornata per ricordare il valore degli oceani
Ogni anno il 16 giugno si celebra la Giornata mondiale della tartaruga marina, istituita in coincidenza con il compleanno di Archie Carr, biologo statunitense considerato uno dei pionieri nello studio e nella conservazione di questi animali. La ricorrenza rappresenta un'occasione per richiamare l'attenzione sull'importanza delle tartarughe marine e sulle azioni necessarie per proteggerle.
La tutela delle tartarughe non riguarda soltanto una singola specie. Proteggere le loro rotte migratorie, le aree di alimentazione e le spiagge di nidificazione significa salvaguardare interi ecosistemi e la biodiversità che essi ospitano. Le loro lunghe traversate raccontano infatti una storia più grande: quella di oceani interconnessi, da cui dipende l'equilibrio della vita sul nostro pianeta.
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Fonti:
- Focus – Animali: Come fanno le tartarughe a orientarsi con il campo magnetico?
- In Terris – Le tartarughe: sentinelle della salute dei mari
- Life Conceptu Maris – Tartaruga liuto
- Life Conceptu Maris – Tartaruga verde
- WWF – Tartaruga marina comune
di Martina Invernizzi