Allenarsi all'alba o al tramonto la guida all'idratazione strategica per i runner estivi

Allenarsi all'alba o al tramonto: la guida all'idratazione strategica per i "runner estivi"

Scopri i consigli per gestire i liquidi prima, durante e dopo lo sforzo, e capire quando la semplice acqua deve lasciare il posto agli elettroliti.

MILANO - Luglio non perdona. Con l'impennata delle temperature e tassi di umidità che spesso superano la soglia di comfort, correre nelle ore centrali della giornata, oltre ad essere controproducente per la performance, può diventare rischioso. Per questo motivo, il popolo dei "runner estivi" si divide in due fazioni: i corridori dell'alba, che sfruttano la frescura della notte, e i corridori del tramonto, che aspettano che il sole cali per macinare chilometri.

Tuttavia, cambiare semplicemente l'orario della sveglia o dell'allenamento non basta. Correre con temperature elevate richiede una vera e propria strategia di idratazione temporale. Quando il corpo suda per termoregolarsi, non perde solo acqua, ma anche preziosi minerali.

Ecco la guida passo dopo passo per gestire i liquidi prima, durante e dopo lo sforzo, e capire quando la semplice acqua deve lasciare il posto agli elettroliti.

Il fattore umidità: perché l'acqua da sola a volte non basta

In estate, il nemico numero uno del runner non è solo il caldo, ma l'umidità relativa. Quando l'aria è satura di vapore acqueo, il sudore non evapora efficientemente dalla pelle. Il corpo, nel tentativo disperato di raffreddarsi, produce ancora più sudore.

Questo meccanismo accelera la perdita di sodio, potassio, magnesio e cloro. Bere enormi quantità di sola acqua in queste condizioni può portare a un paradosso: la iperidratazione iponatremica (o iponatremia), ovvero la pericolosa diluizione del sodio nel sangue. Per sessioni superiori ai 45-60 minuti, l'introduzione di soluzioni isotoniche diventa quindi fondamentale per mantenere l'equilibrio idroelettrolitico e prevenire crampi o colpi di calore.

Il piano temporale dell'idratazione strategica

Per ottimizzare la corsa ed evitare disagi gastrici, l'idratazione va pianificata come un vero e proprio spartito temporale.

1. Due ore prima del via: la "pre-idratazione"

Non si inizia a bere quando si allacciano le scarpe. L'idratazione comincia molto prima per dare il tempo ai reni di regolare i fluidi. Gli esperti consigliano di bere circa 500-700 ml di acqua a piccoli sorsi nelle due ore precedenti l'allenamento.

Se corri all'alba, questo step è cruciale perché ti svegli dopo ore di digiuno e disidratazione notturna; bevi un bicchiere d'acqua capiente appena sveglio. Se corri al tramonto, assicurati di aver bevuto regolarmente durante tutta la giornata.

2. Durante lo sforzo: sorsi mirati

L'obiettivo non è recuperare tutto il liquido perso (sarebbe impossibile per lo stomaco), ma limitare il deficit idrico sotto il 2% del peso corporeo. Se la corsa dura meno di 45 minuti, l'acqua fresca è sufficiente. Se superi l'ora o l'umidità è soffocante, assumi 150-200 ml di liquidi ogni 15-20 minuti. Si consigli di optare per una bevanda idrosalina con una percentuale di carboidrati tra il 4% e l'8% (soluzione isotonica). I carboidrati non servono solo come energia, ma accelerano l'assorbimento dell'acqua a livello intestinale.

3. Nei 30 minuti successivi: la "finestra d'oro" del recupero

Appena ti fermi, il tuo corpo continua a sudare per diversi minuti. I primi 30 minuti sono la finestra ideale per avviare il ripristino. Cosa fare? Sali sulla bilancia. Per ogni chilo di peso perso con il sudore, è necessario reintegrare circa 1,5 litri di fluidi nelle ore successive. Non limitarti all'acqua: abbina l'acqua a un piccolo snack salato o scegli una bevanda di recupero che contenga sia elettroliti (in particolare sodio, per trattenere i liquidi ed evitare di espellerli subito con la pipì) sia una quota di carboidrati e proteine per rigenerare il glicogeno e i muscoli.

Alba o tramonto: a ognuno la sua idratazione

Le due fasce orarie marginali presentano sfide biologiche e ambientali diverse.

Il runner dell'alba corre nel momento più fresco della giornata, ma il suo corpo esce da un "digiuno" idrico di 7-8 ore. La strategia più efficace consiste nel bere un bicchiere d'acqua e un pizzico di sale o un idrosalino leggero appena alzati: questo aiuta a svegliare la circolazione senza appesantire lo stomaco.

Il runner del tramonto trova temperature spesso più alte rispetto all'alba e l'asfalto che rilascia il calore accumulato di giorno. Tuttavia, è potenzialmente più idratato grazie ai pasti e ai liquidi assunti durante il giorno. Attenzione qui all'effetto "pancia piena". L'idratazione pomeridiana deve essere costante ma a piccoli sorsi, interrompendo l'assunzione massiccia di liquidi nei 30 minuti antecedenti lo start per evitare fastidiosi sciacquii nello stomaco.

Ascoltare il proprio corpo e monitorare il colore delle urine (che deve essere simile a una limonata chiara, non alla birra) rimangono le regole d'oro per correre in sicurezza e godersi ogni chilometro della spensieratezza estiva.

 

Fonti:

Focus iponatremia e importanza del sodio: Human Kinetics / Consensus Statement del Third International Exercise-Associated Hyponatremia Consensus Development Conference

Calcolo del tasso di sudorazione e il recupero post-esercizio: Gatorade Sports Science Institute (GSSI) - Hydration Assessment of Athletes

 

Di Salvatore Galeone

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