Acqua, allo stadio liquido ne esistono due tipi alt_tag

Acqua, allo stadio liquido ne esistono due tipi

Alla Oxford University hanno scoperto che allo stadio liquido esistono due tipi di acqua: risvolti positivi per la cura di malattie neurodegenerative.

MILANO – Alle innumerevoli caratteristiche dell’acqua se ne aggiunge una fresca di scoperta: allo stato liquido ce ne sarebbero di due tipi. A definirlo sono stati i ricercatori della Oxford University che allungano così la lista delle curiosità sulla famosa molecola H2O. Tuttavia la scoperta non è solo di colore: potrebbe avere importanti implicazioni sia per la produzione e l’utilizzo di nanoparticelle, sia per una maggiore comprensione dei meccanismi con cui le proteine causano alcune malattie neurodegenerative, come per esempio il morbo di Alzheimer.

Le forme dell’acqua

Il team di esperti internazionali (Italia, Messico, Spagna e Stati Uniti) si è concentrato su alcuni strani comportamenti dell’acqua, mai osservati in altre sostanze. Per esempio, quando l’acqua congela espande il suo volume, al contrario di quanto fanno quasi tutte le altre sostanze nel momento in cui vengono raffreddate. Inoltre, l’acqua esiste allo stato solido, liquido e gassoso in un intervallo di temperatura relativamente piccolo (100 gradi), mentre i punti di fusione ed ebollizione della maggior parte degli altri composti abbracciano una gamma molto più ampia.

Due tipi di acqua allo stato liquido

Il team di ricercatori ha esaminato diverse proprietà fisiche dell’acqua, tra cui la sua costante dielettrica (una grandezza fisica che misura la predisposizione di un materiale a trasmettere il campo elettrico ed è determinata dalle sue capacità di polarizzarsi in presenza del campo) e il rilassamento spin-reticolo (il processo secondo cui i campi magnetici degli atomi di idrogeno in acqua possono perdere energia essendo stato eccitati ad un livello superiore). Dalle analisi è emerso che queste due grandezze sembrano cambiare repentinamente in un intervallo di temperatura compreso tra i 40 e i 60 gradi centigradi: l’effetto è che la dilatazione termica, la velocità di propagazione del suono in acqua e altri fenomeni passano da un regime a un altro in questo preciso intervallo di temperatura.

Le implicazioni sulla salute

Secondo i risultati dello studio, questi due stati dell’acqua potrebbero avere implicazioni importanti per lo studio e l’utilizzo di nanoparticelle, poiché le caratteristiche dell’acqua a livello molecolare diventano fondamentali per le proprietà termiche e ottiche di queste particelle. Per esempio, le nanoparticelle di oro e di argento sono sempre più utilizzate in nano-medicina per la diagnostica o come agenti antibatterici. Inoltre, secondo i ricercatori, i dati preliminari suggeriscono che la struttura dell’acqua liquida possa influenzare fortemente la stabilità delle proteine e la loro denaturazione, ovvero il fenomeno chimico che consiste nel cambiamento della struttura chimica iniziale, con conseguente perdita della funzione originale della proteina. Questa distinzione in due stati dell’acqua liquida apre così la strada a una maggiore comprensione sulla trasformazione delle proteine nell’industria alimentare, ma anche su quali meccanismi proteici provocano alcune malattie neurodegenerative.

di Alessandro Michielli

22 novembre 2016